Passaporto vaccinale Covid, cos’è e come potrebbe funzionare

Passaporto vaccinale Covid, cos'è e come potrebbe funzionare

Nell’ultimo Consiglio Europeo, a cui ha partecipato anche Mario Draghi, si è discusso della possibile introduzione di un’attestazione per i vaccinati che possa offrire una maggiore facilità di spostamenti.

Il passaporto vaccinale Covid, passaporto sanitario o certificato digitale per i vaccinati (la definizione può essere importante, ma anche un dato accessorio) potrebbe diventare lo strumento in grado di diventare una sorta di lasciapassare per la normalità.

Quantomeno in relazione alla mobilità entro i confini dell’Unione Europea e tra i paesi che sono membri. La proposta è emersa nell’ultimo Consiglio Europeo, a cui ha partecipato il governatore Mario Draghi. Il dibattito è ancora aperto, dato che ci sono da considerare molteplici aspetti.

Il rischio è che, rispetto ad una questione non definita, si generi confusione. Anche perché ci sono paesi che sembrano preferire l’introduzione di un sistema di «pass sanitario» che sarebbe slegato dal concetto di vaccinazione. Ma è meglio provare a fare ordine.

Passaporto vaccinale Covid, a cosa serve

Viaggiare è una di quelle operazioni per le quali il passaporto vaccinale potrebbe risultare uno strumento di semplificazione. In piena pandemia, infatti, ogni Paese tende a mettere in campo una strategia che funga da scudo verso possibili arrivi di persone che potrebbero, loro malgrado, rappresentare un possibile veicolo di diffusione del contagio.

Così dalla quarantena preventiva alla necessità di fare test per il virus entro un massimo prima della partenza, oggi spostarsi tra diverse nazioni è spesso un’operazione macchinosa. L’Europa si vuole muovere affinché entro tre mesi possa essere messa in atto una strategia in grado di facilitare la libertà di movimento delle persone e soprattutto dare un impulso significativo al turismo, un settore in ginocchio.

Si stima che per sviluppare un sistema in grado di assolvere al principio per il quale verrebbe messo in campo il passaporto vaccinale potrebbero occorrere tre mesi.

Passaporto vaccinale Covid, come funziona

L’idea è quella di creare una sorta di database di livello europeo entro cui raccogliere tutti i dati necessari al sistema di un passaporto sanitario Covid in Europa. La direzione che si vuole intraprendere può essere considerata a «misura di smartphone».

Nel senso che i vaccinati potrebbero entrare in possesso di un codice Qr Code che potrebbe essere scannerizzato, ad esempio, negli aeroporti. Il sistema consentirebbe eventualmente di immagazzinare anche l’eventuale negatività a test e la data.

La definizione di passaporto sanitario potrebbe, perciò, risultare sbagliata, tenuto conto che il passaporto sanitario Covid sarebbe più che altro una sorta di certificato digitale in grado di evitare tutte quelle macchinose operazioni di giorni di quarantena e test obbligatori che regolano oggi gli spostamenti tra i paesi. Almeno tra quelli europei.

Non è da escludere, però, che si possano creare sistemi in grado di interfacciarsi anche a livello internazionale. Un paio di settimane fa David Nabarro dell’Oms aveva prefigurato l’ipotesi di un futuro prossimo con «bolle» di paesi legati dallo stesso sistema di politiche sanitarie.

Patente di immunità, il rischio confusione

Il discorso è momentaneamente slegato dall’ipotesi che venne fatta alcune settimane fa rispetto al concetto di patente di immunità. Arrivò dal mondo dello sport l’ipotesi che ai vaccinati potesse essere dato il via libera per tutte quelle attività che oggi risultano chiuse.

In quel caso si parlava di riaprire via via le palestre a quanti fossero stati immunizzati. La questione affrontata a livello europeo, oggi, riguarda, infatti, solo gli spostamenti. Non è da escludere, però, che possa essere estesa ad altri ambiti nel momento in cui il sistema sarà messo a punto.

Passaporto vaccinale o pass sanitario? Attenzione alle differenze

La strada da fare è ancora molta. Anche perché bisognerà anche trovare un punto di convergenza nella posizione di ciascun Paese. Basta, ad esempio, ascoltare quelle che nelle ultime ore sono state le dichiarazioni del presidente della Francia Emmanuel Macron.

Quest’ultimo ha ritenuto oggi che parlare di passaporto sanitario potrebbe essere inopportuno. L’idea del presidente transalpino è che oggi sarebbe una sorta di ingiustizia nei confronti dei più giovani che, in base alla distribuzione del vaccino basata sulla priorità, potrebbero di fatto averlo più tardi rispetto agli altri.

Non a caso in Francia si parla di “pass sanitario”. Ogni persona per usufruire di quei servizi oggi considerati a rischio, ad esempio i ristoranti, avrebbe un Qr code da registrare al momento dell’accesso con appositi scanner.

Questo, di fatto, creerebbe un database tale da tracciare in maniera efficace ed automatica i contatti. E si sa quanto gli esperti siano soliti ricordare quanto il tracciamento sia, in questa fase, uno strumento essenziale per combattere la pandemia. A parlare di questa possibile soluzione immaginata oltre le Alpi è il quotidiano francese Le Monde.

Lo strumento, almeno in teoria, sarebbe estensibile ad un’applicazione anche in campo europeo riguardo agli spostamenti. Anche perché nel sistema si saprebbe quali contatti venuti a contatto con un potenziale portatore del virus sarebbero vaccinati.

Passaporto vaccinale, tanta strada ancora da fare

L’applicazione della tecnologia sulla questione, così come gli aspetti tecnici, politici, giuridici e i campi di utilizzo di un eventuale sistema di passaporto sanitario o pass, saranno sicuramente oggetto di dibattito nelle prossime settimane.