Passa alla Camera la proposta Richetti: il taglio dei vitalizi ora approda al Senato

Il ddl Richetti è passato alla Camera e continua il suo iter parlamentare per giungere all’approvazione. L’addio al vitalizio è sempre più vicino?

Il ddl Richetti è stato approvato dalla Camera nella giornata di ieri con 348 voti a favore, 17 contrari e 28 astenuti. L’alleanza (per modo di dire) tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico sembra aver funzionato e l’asse ha portato all’approvazione da parte della Camera della proposta Richetti.

Il ddl prevede il taglio dei vitalizi e portando così i parlamentari ad avere un trattamento pensionistico uguale a quello dei normali cittadini. Nel caso in cui anche il Senato votasse a favore del ddl Richetti si avrebbe allora una nuova gestione separata per i parlamentari che verrebbe denominata “Gestione separata previdenza dei parlamentari presso l’INPS”.

Di Maio ha subito esultato di gioia dicendo:

È scacco matto. Non avete neppure la possibilità di lamentarvi, dovete pure far finta che gli piaccia! Perché lo sappiamo tutti che dentro al PD il vitalizio se lo vogliono tenere stretto. E oggi lo sentiamo il loro fiatone, il loro affanno nel rincorrerci su un tema che non gli appartiene, che non è nel loro Dna.

Un discorso alquanto controverso dal momento che la proposta di legge è stata presentata da Matteo Richetti, uno dei deputati del Partito Democratico. Difatti sebbene da tempo il movimento di Grillo abbia fatto dell’abolizione del vitalizio uno dei cavalli di battaglia, la proposta di legge votata non viene da questo schieramento.

Tra i voti favorevoli ci sono anche quelli della Lega Nord, Salvini stesso ha dichiarato che quella di ieri è stata una giornata bellissima. Il dispiacere del leader della Lega è solo per la decisione di Forza Italia che ha deciso di non votare la proposta di Richetti.

Il gruppo aveva infatti deciso di non votare dopo una riunione interna, durante la quale si era deciso che il provvedimento, essendo incostituzionale, avrebbe creato un precedente in caso di approvazione e avrebbe potuto creare problemi a tutti i pensionati.
Per tale ragione il gruppo di Silvio Berlusconi ha deciso ieri di non prendere parte alle votazioni del ddl Richetti.