Autore: B.A

Animali

6
Giu

Orrore negli allevamenti di polli, tra antibiotici e malattie

Polli ammassati e imbottiti di antibiotici per crescere velocemente, ma non è tutto.

Da tempo è balzato agli orrori della cronaca la questione degli allevamenti intensivi di polli, quelli che finiscono sulle nostre tavole e in commercio nella grande distribuzione. Sotto accusa i metodi di allevamento, dalle condizioni con cui i polli vengono detenuti, alle tecniche per farli crescere rapidamente.

Recentemente la problematica è stata riportata all’attenzione dell’opinione pubblica dal magazine "GreenMe", che si occupa di salute, benessere turismo sostenibile e di tematiche sociali e diritti degli animali.

20 polli per metro quadrato

In occasione della giornata mondiale per l’ambiente, dello scorso 5 giugno, sul sito del magazine è emerso di nuovo il grande problema degli allevamenti di polli.

Gli animali vengono ammassati in capannoni enormi, dove finiscono anche 30.000 o più polli da macello. In pratica, ammassati gli uni sugli altri, fino a 20 polli per metro quadrato. E senza alcuna possibilità di uscire all’aria aperta.

Tecniche di allevamento dei polli

Una vita piuttosto breve per questi polli, perché le tecniche di allevamento sono velocissime in quanto a crescita degli animali. Vengono nutriti con mangimi super proteici affinché crescano velocemente per essere venduti.

Una repentina crescita che secondo il magazine provoca sofferenze e atrocità nei polli, con la questione che è diventata cavallo di battaglia anche degli animalisti. Una inchiesta di "Essere Animali", nota associazione a tutela degli animali, ha messo nel mirino gli allevamenti Aia, azienda leader nel settore in Italia.

Sembra che il petto di questi animali il giorno che vengono mandati al macello, sia talmente grosso che le bestioline hanno difficoltà nella deambulazione oltre che gravi problemi cardiaci e respiratori. Questo perché i metodi di allevamento fanno crescere rapidamente la muscolatura dell’animale, ma non gli organi vitali.

Una indagine da spy story sugli allevamenti dei polli

Un investigatore dell’associazione è riuscito a farsi assumere da una azienda in Piemonte, che fornisce polli alla grande distribuzione. E munito di telecamera, l’investigatore ha filmato tutto.

L’intero ciclo vitale di questi animali da macello ripreso dall’investigatore, da quando vengono fatti nascere negli incubatoi, fino al macello.

I pulcini 24 ore dopo la nascita, vengono gettati nel capannone, lanciati da un metro di altezza. Molti muoiono subito, per l’impatto a terra e per le ferite. Anche i polli più grandi, se malati, vengono lasciati morire o buttati, se malati, ancora vivi nel deposito degli animali morti.

Ogni giorno centinaia di polli non sopravvivono alle condizioni di allevamento intensivo. Dermatiti e perdita delle penne sono causate dal continuo contatto con la lettiera che si carica dell’ammoniaca proveniente dalle feci di migliaia di animali.

Non bastano a volte i pesanti antibiotici che vengono mescolati nei cibi iper proteici con cui vengono nutriti o nell’acqua degli abbeveratoi. Tra l’altro, l’uso massivo di medicine è in fattore di rischio pure per la salute di noi umani che ci nutriamo delle carni così malamente prodotte. L’influenza aviaria di qualche tempo fa ne è la prova.

In sei settimane, in questi allevamenti, i polli diventano pronti per essere macellati. E le scene delle riprese, nel giorno del carico per la macellazione sono agghiaccianti. Animali spinti a calcio nelle gabbie, lanciati con forza e sbattuti con violenza.