Autore: Dario Marchetti

Donald Trump

5
Dic

Ora Trump minaccia anche Italia e Francia, per la Digital Tax

Si prospetta un nuovo fronte di guerra commerciale tra USA e Paesi europei

Sembra proprio che con l’approssimarsi delle presidenziali statunitensi, Donald Trump abbia deciso di non lasciare nulla di intentato nella corsa verso il secondo mandato per la Casa Bianca. Dopo aver inasprito il confronto con l’Unione Europea per la questione Airbus, stabilendo salati dazi su una serie di prodotti esportati negli States dalle aziende europee, ora il tycoon sembra deciso a proseguire la sua crociata. L’obiettivo, stavolta, sarebbero i Paesi che hanno intenzione di elevare la tassazione a danno dei giganti statunitensi del web (Google, Amazone e Facebook in primis), accusati di pagare una vera e propria inezia rispetto a quanto fatturato.

Cos’è la Digital Tax

La Digital Tax, in Italia, è già legge. Non è però ancora in vigore in quanto ancora mancano i decreti attuativi. E’ stata introdotta con la legge di Bilancio dello scorso anno, ma il decreto del Mef concertato con il Mise, che sarebbe dovuto arrivare entro il 30 aprile, è poi slittato a causa del mix tra ragioni tecniche e dissidi registrati all’interno dell’UE. Nel corso dell’Ecofin tenutosi a marzo, la trattativa in sede continentale per approvare una tassa continentale si è arenata a causa dell’opposizione messa in atto da Danimarca, Finlandia, Irlanda e Svezia. I ministri dell’Economia dell’UE hanno perciò deciso di affidare la questione all’Ocse, che a sua volta ha fissato come deadline il 2020 per giungere a una proposta condivisa in grado di far pagare le tasse ai colossi del web proprio dove generano fatturati e utile.

L’opposizione di Washington

Di fronte al tentativo europeo, gli Stati Uniti hanno reagito con grande vigore. Trump, in particolare, ha affermato la sua intenzione di elevare dazi che arriverebbero al 100%, sino ad un valore di 2,4 miliardi di dollari, nei confronti dei Paesi che approveranno una tassa di questo genere.
La minaccia è rivolta principalmente alla Francia, ove è già in vigore, ma riguarda anche l’Italia, considerato come la Digital Tax dovrebbe entrare in funzione con l’arrivo del nuovo anno. La tassa avrà una aliquota unica al 3% sui ricavi delle imprese con oltre 750 milioni di fatturato di cui almeno 5,5 derivanti da prodotti online. Nei calcoli del governo dovrebbe portare nelle casse statali 600 milioni di euro all’anno nel prossimo biennio.

Un ulteriore fronte di guerra commerciale

Le minacce alla Francia, e all’Italia, fanno seguito alla decisione presa sempre da Trump di sanzionare Argentina e Brasile, punendo i due Paesi sudamericani per la loro decisione di svalutare Rial e Peso. Un atto il quale, secondo il presidente degli Stati Uniti, andrebbe contro gli interessi degli agricoltori che costituiscono una base non indifferente del voto a suo favore. I dazi riguardano in questo caso l’acciaio esportato dai due Paesi negli Stati Uniti.

Un attivismo, quello di Trump, che inizia a destare non pochi timori, in quanto potrebbe condurre ad una vera e propria guerra commerciale a tutto campo tale da portare infine ad una crisi economica i cui contorni potrebbero rivelarsi disastrosi. Considerato come l’economia globale ancora stenti a riprendersi dalla gelata seguita allo scoppio della bolla dei mutui Subprime, sembrano timori ampiamente giustificati.