Autore: Paolo Marsico

17
Feb 2020

Open Arms, Matteo Salvini prepara la sua linea difensiva

L’ex Ministro dell’Interno, in vista del voto al Senato prepara la sua linea difensiva basata sul non obbligo di favorire gli sbarchi nel nostro paese

Matteo Salvini prepara la sua difesa in vista del processo Open Arms per cui è imputato per sequestro di persona ed abuso o omissione di atti d’ufficio. I punti sui quali, l’allora Ministro dell’Interno , fonderà la sua difesa riguardano: il rifiuto da parte sua di farsi imporre dalla Ong lo sbarco in Italia degli immigrati soccorsi in zona Sar maltese, oltre alla mancanza d’obbligo per il nostro paese di dare un porto sicuro alla nave in difficoltà.

Depositata la memoria difensiva

Questa mattina, infatti, Matteo Salvini ha depositato alla giunta delle autorizzazioni a procedere la sua memoria difensiva. Nella giornata di domani, il presidente della giunta del Senato, Maurizio Gasparri, farà una sua proposta e poi darà il via al dibattito. Il prossimo 27 Febbraio, ci sarà il voto sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex vicepresidente del consiglio, arrivata dal tribunale dei ministri di Palermo.

Responsabili sarebbero stati Malta e la Spagna

«L’indicazione del Porto sicuro – scrive Matteo Salvini nella sua difesa - spettava alla Spagna o a Malta e non certo all’Italia, mentre il comandante della nave ha deliberatamente rifiutato il porto indicato successivamente da Madrid, perdendo tempo prezioso al solo scopo di far sbarcare gli immigrati in Sicilia come già aveva fatto nel marzo 2018 ricavandone un processo per violenza privata e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina». Il riferimento è all’inchiesta, tutt’ora in corso presso il Tribunale di Ragusa nei confronti del comandante Marc Ruig e della capomissione Anabel Monter.

Italia non obbligata ad intervenire

Inoltre, il leader della Lega, ricorda che l’Italia non aveva alcuna competenza e alcun obbligo con riferimento a tutti i salvataggi effettuati dalla nave spagnola Open Arms, in quanto avvenuti del tutto al di fuori di aree di sua pertinenza. Uno scambio di corrispondenza tra Malta e la Spagna, dimostrerebbero quanto sostenuto, nel “dialogo”, c’è un continuo gioco allo scaricabarile, senza però citare mai l’Italia.