Autore: Giacomo Mazzarella

Governo

13
Ago

«Ok, prima la riduzione dei Parlamentari e poi la mozione su Conte», Salvini si siede tra i banchi dei Senatori e non del governo e spiazza tutti!

Deciso il calendario della crisi, il 20 si decide il destino del governo

E ormai guerra aperta tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. I due leader dei gruppi parlamentari di maggioranza del governo Conte, i due Vice Premier ormai sono in polemica continua. Non che le frecciatine, le contestazioni e le punzecchiature siano mancate, tra i due, nei 24 mesi di governo, ma adesso la situazione è seria.

Salvini a deciso di mandare a casa l’esecutivo dopo il duro passaggio in Senato delle mozioni pro e anti Tav. Sull’alta velocità Torino-Lione la maggioranza si è irreparabilmente divisa. Cosa accadrà ai provvedimenti, alle misure ed alle riforme che il governo ormai aveva avviato? Di Maio proprio da questo punto di vista ha attaccato duramente Salvini.

Una crisi a ferragosto è irreale

«Non siamo noi e nemmeno Salvini a dire quando si deve e se di deve votare», così Di Maio riferendosi alle parole di Matteo Salvini che chiede elezioni imminenti, probabilmente perché è ben conscio del fatto che i sondaggi lo danno nettamente favorito come nuovo Presidente del Consiglio. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle tocca a Mattarella dire quando si deve tornare a votare.

Secondo Di Maio sugli italiani viene scaricato il peso di nuove elezioni e soprattutto, la preoccupazione su che fine faranno le misure ormai varate che per i cittadini sono molto importanti. Una crisi di governo a ferragosto, con un potenziale nuovi governo che non partirà prima di dicembre è surreale secondo il capo politico grillino. Intervistato da Il Messaggero Di Maio non ha fatto sconti all’ex alleato, con parole dure che hanno trovato in Lucia Azzolina, portavoce grillina a Montecitorio, maggiore forza.

Per la parlamentare è assolutamente colpa del Ministro dell’Interno se quota 100, redditi di cittadinanza e le altre riforme del governo rischiano di essere annullate o di rimanere incompiute. Inoltre, sempre per la Azzolina, a causa di Salvini sale lo spread e probabilmente scatterà l’aumento dell’IVA imposto dalle clausole di salvaguardia.

Scelto il giorno 20 per il voto sul Premier Conte

Oggi in Senato si è decisa la data in cui votare la mozione di sfiducia della Lega al Premier Conte. Respinta la proposta leghista che prevedeva il voto il 14 agosto, la vigilia di ferragosto. Si voterà il 20 come M5S e PD insieme avevano proposto. La seduta di oggi in Senato è stata letteralmente dominata da Matteo Salvini che rivolgendosi agli ex alleati dei 5 Stelle ha detto loro che la Lega accetta di votare prima la riduzione dei parlamentari e poi di dare la parola al popolo. Salvini ha caricato la mano su tutti, tra i fischi del PD ha detto a Renzi che capisce il suo terrore e che la proposta fatta dall’ex Premier PD (un governo tecnico o di scopo senza elezioni) lo dimostra.