Nuovo orario coprifuoco? Le parole di Toti e Bonaccini

La modifica al coprifuoco rientra nelle possibili modifiche al decreto che è in vigore dal 26 aprile

Il nuovo decreto in vigore dal 26 aprile dovrebbe subire delle modifiche. Si avvicina il momento in cui si entrerà nel vivo della discussione relativa alla possibilità di apportare delle modifiche alle misure restrittive per contenere la diffusione del Covid. Tra i temi più dibattuti resta il coprifuoco.

Da un punto di vista strettamente epidemiologico lo si considera uno strumento per limitare la mobilità. L’idea è che più la gente si muove, più il virus va in giro e aumenta il rischio che si instaurino contatti potenzialmente a rischio.

Il divieto di circolazione notturna ad oggi pare stridere con la scelta di aprire i ristoranti la sera, a patto che abbiano la possibilità di ricevere i clienti all’aperto. Dover essere a casa alle 22 può apparire poco compatibile con la possibilità di cenare fuori e per questo si fa strada l’ipotesi che la revisione del decreto possa portare ad una modifica del coprifuoco.

Coprifuoco: come la pensano i governatori Bonaccini e Toti

Toccherà al governo di Mario Draghi prendere la decisione definitiva sulla base di quella che sarà la valutazione epidemiologica. Nelle ultime ore sono arrivate anche punti di vista espressi da governatori. È, ad esempio, il caso di Stefano Bonaccini nell’ambito di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera del 10 maggio.

«Sono - ha detto - per proseguire con il piano di riaperture già definito dal governo, che a metà mese prevedeva anche la possibile revisione dell’attuale limite delle 22, sulla base dei contagi. Ora credo ci siano le condizioni per spostarlo alle 23 o alle 24. Dare respiro agli operatori economici senza abbassare la guardia nella lotta al virus».

Consentire una permanenza fuori casa oltre le 22 verrebbe incontro alle esigenze dei ristoratori. Tuttavia, secondo il governatore della Liguria Giovanni Toti il divieto di circolazione notturna potrebbe essere superato andando a intervenire su quello che, a suo avviso, è il reale problema.

«Io - ha evidenziato - credo che sarebbe più opportuno toglierlo del tutto e tenere un livello di controlli molto alto. Quello che sono mancati sono i controlli per le strade in questo anno. Capisco che per le forze dell’ordine sia un impegno aggiuntivo, talvolta anche sgradevole e che si aggiunge già ad un organico che a volte fa fatica a tenere sotto contro il territorio così come è».

«Il tema - ha puntualizzato - non è certamente chi fa mezzanotte e un quarto o le undici e un quarto seduti a finire il caffè, l’ammazzacaffè da tradizione italiana con famiglia e amici in un posto ordinato. Il problema è semmai quello che degenera dopo la mezzanotte, nelle movide. Quello che abbiamo imparato a conoscere. Ma non vedo per quale ragione si debba penalizzare tutto un intero comparto che vale, secondo i dati di ieri, alcuni miliardi di reddito degli italiani e quindi di posti di lavoro perché qualcuno poi non rispetta le regole».

In sostanza scongiurare gli assembramenti nei luoghi di maggiore afflusso serale attraverso controlli più stringenti sarebbe, secondo Toti, lo strumento per superare il coprifuoco.

«Facciamo - ha evidenziato - rispettare le regole. Rischiamo veramente un ragionamento che è un assurdo giuridico: cioè di vietare l’uso delle automobili, perché qualcuno supera il limite di velocità. Non credo si possa ragionare più così».

Coprifuoco alle 23 o alle 24: quando?

Entro il prossimo 14 maggio dovrebbe emergere la strada che il governo vorrà intraprendere. Al momento l’orientamento che viene ritenuto più probabile è che si possa, qualora i dati epidemiologici e dei ricoveri continuassero ad essere favorevoli, posticipare l’inizio del divieto di circolazione alle 23 o alle 24.

Una scelta che rispetterebbe la gradualità per cui ha optato il governo in tutti gli allentamenti. Risulterebbe a quel punto probabile l’entrata in vigore del nuovo provvedimento a partire dal 17 maggio. Per l’abolizione del coprifuoco potrebbe, invece, essere necessario aspettare giugno.