Nuovo decreto dopo Pasqua: ipotesi mediazione su riaperture, la situazione

A partire dal 7 aprile ci sarà il nuovo decreto: probabile prosecuzione dello stop alle zone gialle, con un possibile aggiornamento dopo un paio di settimane per valutare eventuali riaperture.

Dopo Pasqua ci sarà un nuovo decreto che dovrebbe comunque arrivare prima delle festività pasquali. Il premier Mario Draghi vuole mantenere fede all’impegno a dare comunicazioni tempestive a cittadini e imprese. Il tempo stringe perché, a partire dal 7 aprile, entreranno in vigore quelle che dovranno essere le nuove norme e per le quali si cerca una linea condivisa prima di scegliere la strada.

Nuovo decreto del governo Draghi: sarà in vigore dal 7 aprile

Il calendario delle norme prevede ad oggi un’evoluzione chiara, ma che è opportuno ribadire:

  • fino al 2 aprile ogni regione, al netto di ordinanze più restrittive per territori più circoscritti, avrà la propria attribuzione di rischio, dunque zona arancione o rossa. Sono sospese le zone gialle
  • nei giorni 3-4-5 aprile si avrà la zona rossa nazionale
  • il 6 aprile, dunque dopo Pasquetta, per un solo giorno tornerà la divisione in base ai colori.

A partire dal 7 arriverà lo scenario che dovrà essere delineato dal nuovo decreto. Ci sono pochi dubbi rispetto alla possibilità che l’Italia continui ad essere divisa in zone in base al livello di rischio epidemiologico. E, ad oggi, appare probabile che almeno inizialmente non ci saranno zone gialle.

Dopo Pasqua, il decreto potrebbe prevedere ancora stop a zona gialla

L’orientamento iniziale emerso, soprattutto proveniente dall’ala più rigorista del governo, era che una scelta di questo tipo (quindi bar e ristoranti ancora chiusi per il servizio in loco) potesse essere adottata per tutto il mese. Niente zone gialle fino a maggio e unico allentamento generale rappresentato dall’apertura delle scuole (fino alla prima media) anche in zona rossa.

C’è, però, una parte politica della maggioranza, soprattutto la Lega di Matteo Salvini, che invita ad impegnarsi a immaginare un calendario di riaperture nelle zone dove la situazione del contagio è sotto controllo e nelle circostanze in cui lo si può fare con sicurezza. Un’idea che, al momento, non convince chi, anche nel governo, ritiene che sia un rischio troppo grande con l’attuale pressione presente sui sistemi sanitari e conl’azione delle varianti più contagiose.

Nuovo decreto, ipotesi revisione dopo almeno un paio di settimane

Il punto di vista della Lega è condiviso anche da molte regioni. Continuare a tenere chiusi interi settori ormai allo stremo rappresenta una preoccupazione rispetto a possibili tensioni sociali e soprattutto a reali difficoltà economiche. Anche perché non bisogna dimenticare che ci sono pezzi di economia che sono di fatto fermi da mesi come palestre, piscine, cinema, teatri.

L’idea di Mario Draghi, emersa nelle ricostruzioni giornalistiche, è che non è il momento delle fughe in avanti. Il premier ha, però, dichiarato che a guidare il modus operandi saranno sempre i dati. Ed è per questo che la mediazione potrebbe portare ad una soluzione che possa essere un punto di incontro tra le parti. L’idea potrebbe essere quella di prorogare la linea del rigore per ancora un paio di settimane dopo Pasqua, dando però una scadenza vicina in cui valutare lo stato delle cose e dare una prospettiva che sia migliore di oltre venti giorni di chiusura.

Riaperture, a metà aprile possibile meccanismo automatico?

Si arriverebbe così al 15 o al 20 aprile e, qualora gli effetti delle restrizioni offrissero un quadro epidemiologico sotto controllo, per quella data si potrebbe iniziare a lavorare ad aperture graduali. Il primo passo, a quel punto, potrebbe essere il ripristino della zona gialla nelle aree dove la situazione del contagio sarebbe ritenuta in miglioramento o inquadrata da dati non allarmanti.

Tra le le ipotesi che si stanno facendo c’è quella che possa essere individuato un meccanismo di valutazione dei numeri tale da poter generare un allentamento automatico delle restrizioni. Tuttavia, tra le riaperture, la priorità di Draghi pare essere quella della scuola. Per mercoledì è convocato il consiglio dei ministri che potrebbe essere decisivo.