Autore: B.A

Nuovo decreto: ci sarà un contributo per i lavoratori in nero e protezione sociale alle famiglie

Il governo studia il nuovo decreto economico, con numerose misure in cantiere.

L’attenzione del governo è massimale sul cosiddetto decreto di aprile, che dovrebbe prorogare, rafforzare e prevedere misure a beneficio di lavoratori e famiglie. Le condizioni economiche degli italiani non sono ottimali e serve una mano da parte dello Stato. E con il prossimo decreto potrebbero essere stanziati 40 miliardi. Un decreto più potente di quello di marzo, il cosiddetto “Cura Italia” che aveva una dotazione di 25 miliardi di euro. Questo perché è necessario aiutare altre persone, una fetta più grande di lavoratori, famiglie e imprese.

Cosa si prevede per il decreto di aprile

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha anticipato alcuni punti salienti del prossimo decreto di aprile. Il decreto di aprile sarà più forte del precedente e seguirà il decreto liquidità che è già stato varato dal Consiglio dei Ministri. “Avevo chiesto a tutti di fare uno sforzo collettivo perché le erogazioni possano avvenire anche prima del 15 aprile, sono fiducioso che ci si possa arriverà”, queste le parole del Presidente Conte che si è detto fiducioso che presto moti soggetti a cui i bonus di marzo erano destinati, riceveranno quanto spettante.

Ma ancora deve essere completata la prima tornata di bonus utili che già si parla del nuovo decreto e delle nuove misure. Il prossimo decreto che sarà approvato dopo Pasqua, con il suo importo che veleggerà grosso modo attorno ai 40 miliardi di euro e conterrà l’aumento da 600 a 800 euro proprio del contributo per gli autonomi e il reddito d’emergenza per chi è privo di ogni copertura oppure lavora in nero. E si parla anche di assegno per i figli, cioè di una estensione del bonus bebè anche a famiglie con figli a carico al di sotto dei 14 anni di età. Infatti proprio Conte ha annunciato che ci saranno nel decreto, alcune misure di protezione sociale, e il bonus per i figli potrebbe essere una di queste.

Badanti, colf e lavoratori in nero nel reddito di emergenza

Alcune tra le categorie di particolare utilità sociale, ma rimaste senza ammortizzatori e bonus, cioè praticamente ignorate dalle prime misure di sostegno sono colf e badanti. Si tratta di una platea di circa 860mila lavoratori regolari e di 2 milioni complessivi (compresi i lavoratori in nero del settore domestico). solo quelli regolari (più altri 1,2 milioni stimati al lavoro senza contratto). Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro, ha avuto una video conferenza con associazioni dei datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori e a margine del summit ha detto che il governo, nel decreto di aprile prevedrà una forma di ammortizzatore sociale per le lavoratrici e i lavoratori del settore, tutelandoli anche in caso di malattia o di quarantena.

L’idea sembra sia quella di una specie di cassa integrazione in deroga che le famiglie potranno richiedere per le loro collaboratrici e i loro collaboratori domestici. Ed è probabile che ci sia una misura anche per chi fino a ieri, cioè fino a prima dell’emergenza andava avanti lavorando in nero. Per questi potrebbe essere richiesta una autocertificazione con la quale si dichiarerà di non avere più reddito e una richiesta di aiuto al governo per ottenere un sussidio sul cui ammontare solo il decreto potrebbe fare luce.