Nuovo decreto Covid, Sileri: «Abbiamo fatto 30, facciamo 31»

Nuovo decreto Covid, Sileri: «Abbiamo fatto 30, facciamo 31»

Il sottosegretario del Ministero alla Salute si è espresso sulle strategie relative al nuovo decreto che riguarderà il mese di aprile.

La prossima sarà la settimana del nuovo decreto anti-Covid del governo Draghi che disporrà le norme a partire dal 7 aprile. Le regole che inizieranno a valere dopo Pasqua, di fatto, traghetteranno l’Italia dal 7 aprile alla fine del mese, passando per scadenze cruciali come ad esempio il weekend del 25 aprile e verosimilmente si spingerà fino al fine settimana del primo maggio.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera (Edizione 28 marzo 2021) il sottosegretario del Ministero della Salute Pierpaolo Sileri si è espresso sul dibattito politico che pare destinato ad animarsi nei prossimi giorni.

Nuovo decreto: sarà in vigore dal 7 aprile

Matteo Salvini, leader della Lega e dunque di un partito che fa parte della maggioranza governativa, auspica che si possa iniziare a individuare una strategia di aperture. Dove, ovviamente, lo si possa fare in sicurezza e dove i dati del contagio siano tali da essere sotto controllo. Un punto di vista quello del leader del Carroccio che pare andare in una direzione diversa rispetto a quello del governo. Ad oggi, infatti, si parla del fatto che a partire dal 7 aprile possa essere disposto lo stop alle zone gialle.

Parla Sileri: viceministro Conte, ora sottosegretario con Draghi

Pierpaolo Sileri, nella sua intervista, ha parlato di «ultimo sforzo», aggiungendo che «se il diavolo e le varianti non ci mettono le corna, da maggio tutta l’Italia sarà in giallo e qualche Regione anche in bianco».

Da maggio, per l’appunto, segno che aprile parrebbe ormai destinato ad essere un ulteriore sforzo per i cittadini e soprattutto i settori economici penalizzati dalle restrizioni. Sileri, tra l’altro, è sempre stato un «aperturista» e non lo nega, ma ha anche sottolineato di esserlo «sempre sulla base dei dati».

Pur non negando il «lieve miglioramento», il sottosegretario ha spiegato che «il dato va consolidato» e c’è necessità di una significativa diminuzione dell’indice Rt. «Ci servono - ha evidenziato - altre tre settimane per tornare ad una situazione più tranquilla».

E poi ci sono i vaccini. «A metà aprile - ha anticipato il sottosegretario - 14-15 milioni di persone avranno ricevuto almeno una dose».

A maggio la situazione migliorerà secondo Sileri

Tra le ipotesi che si fanno strada, anche per trovare un accordo con i più aperturisti della maggioranza, c’è quello che le nuove misure prudenziali possano essere messe in campo, con l’impegno di una «revisione» dopo un paio di settimane. Il sottotesto sarebbe chiaro: anziché chiudere tutto aprile, arrivare a metà, vedere come vanno le cose e se la situazione epidemiologica è favorevole riaprire.

«Si può anche fare un check, ma secondo me - ha evidenziato Sileri - è meglio mettere in sicurezza le fasce più a rischio. Abbiamo fatto 30, facciamo 31. Arrivati a maggio sono sicuro che sarà finita la fase peggiore».

A maggio sarebbero si avrebbero così gli effetti dell’abbattimento della curva determinati dalle restrizioni, l’avanzata della campagna vaccinale soprattutto nelle fasce della popolazione più deboli e il clima con temperature più miti potrà giocare a favore nella partita contro il virus.