Nuovo decreto 26 aprile, Salvini: «5 telefonate con Draghi. Ha prevalso linea sinistra, 5 Stelle e Speranza»

Matteo Salvini, in un’intervista rilasciata a Il Giornale, ha parlato del nuovo decreto che sarà in vigore a partire dal 26 aprile

Il coprifuoco resta fino alle 22 con il nuovo decreto. Alla Lega e a Matteo Salvini la cosa non piace e si auspicava quantomeno un’estensione e un passo più ampio verso le riaperture. «Ho avuto - ha ammesso il leader leghista - cinque telefonate con il presidente Draghi». Le parole arrivano in un’intervista rilasciata a Il Giornale (edizione 22 aprile) che, di fatto, spiega il punto di vista del Carroccio su quella che è stata la direzione intrapresa dal governo.

Nuovo decreto, la posizione di Salvini espressa a Draghi

Diventa, perciò, automatico chiedersi quale sia stato l’oggetto dell’interlocuzione telefonica tra Mario Draghi e Matteo Salvini. A domanda precisa il leghista ha replicato di aver fatto presente al capo del governo che «così» non avrebbe «votato il decreto». Ma cosa si aspettava la Lega? «Tutte le regioni, tutte, tutte - ha evidenziato il leader del Carroccio - anche quelle di sinistra, chiedevano di rivedere queste norme, per esempio spostando l’orario del coprifuoco e concedendo alcune aperture in più».

Bar e ristoranti al chiuso, la posizione di Salvini

Il divieto di circolare dalle 22 alle 5 ha suscitato perplessità. L’idea che le attività di ristorazione, quantomeno in zona gialla, possano restare aperte a cena e l’orario di rientro a casa debba essere così stringente paiono essere scelte che stridono. Ma c’è altro che non convince Matteo Salvini.

«Da lunedì - ha evidenziato - si potrà andare in duecento al cinema. Sono contento per i teatri e i cinema, ci mancherebbe, ma perché non posso andare a mangiare una pizza al chiuso con mia moglie?». Bisognerà, infatti, aspettare il prossimo 1 giugno affinché le attività di ristorazione senza spazi all’aperto possano tornare ad operare in loco.

E sulla direzione intrapresa il pensiero di Salvini è chiaro. «Hanno - ha dichiarato - prevalso criteri ideologici, non scientifici». Il leghista ha definito le disposizioni «illogiche», ha parlato dell’opera di mediazione di Mario Draghi, ma sottolineando come «questa volta» avrebbe a suo avviso «prevalso la linea della sinistra, dei 5 Stelle, di Speranza».

Nuovo decreto tra quindici giorni?

Quella di Salvini non è una posizione contraria al premier. «Draghi - ha detto il leghista in merito alle scelte operate - mi ha fatto capire che la sinistra premeva in quella direzione». Rispetto, invece, a quello che sarà il futuro politico del governo. Salvini ha chiarito quella che sarà la linea della Lega.

Ha anticipato che il Carroccio non voterà «provvedimenti a scatola chiusa» e che non c’è pentimento per il coinvolgimento nell’esecutivo di larghe intese. Ha, infatti, manifestato orgoglio per gli aiuti «veri» per le imprese con i 40 miliardi del Decreto Sostegni. Poi una dichiarazione d’intenti: «Fra quindici giorni, se ci saranno nuove aperture, voteremo un altro provvedimento favorevole a chi oggi è penalizzato».