Autore: Pasquale De Marte

DPCM - Mario Draghi

Nuovo Dpcm: ipotesi misure omogenee a marzo

Si avvicina la scadenza del prossimo Dpcm, ad oggi non si ipotizzano allentamenti sulla base del rischio varianti. Si fa strada di restrizioni nazionali più stringenti per un periodo limitato.

Quando sarà il nuovo Dpcm? È una domanda con cui si immagina di sapere quando cambieranno le regole di contenimento per il Covid. In teoria si tratta di una domanda sbagliata.

Nel senso che non si sa ancora quale sarà lo strumento con cui il governo Draghi darà seguito alle norme finalizzate a ostacolare la diffusione del coronavirus. Tuttavia, volendo delineare quelli che potranno essere gli scenari relativi a eventuali restrizioni si può già definire un quadro che potrebbe essere chiaro. A partire dalle date.

Spostamenti tra regioni: la situazione

Ad oggi tutte le norme che regolano la vita quotidiana, la divisione a colori del territorio e le limitazioni esistenti sono frutto del testo del Dpcm in vigore dallo scorso 16 gennaio. Il limite della sua validità è fissato per il prossimo 5 marzo. Dopo occorreranno nuove regole che saranno definite dal nuovo esecutivo.

Prima di quella scadenza, tuttavia, si va già verso quella che è la proroga del blocco degli spostamenti tra regioni. Attualmente avrebbe fine il prossimo 25 febbraio, ma il limite dovrebbe essere omologato al resto delle regole (5 marzo).

Nuovo Dpcm governo Draghi, inciderà la questione varianti

Poi sarà il momento di mettere in atto eventuali novità. La trafila è sempre la stessa. Gli scienziati offrono un quadro di quella che è la situazione con rischi e possibili evoluzioni, poi tocca alla politica decidere.

I primi analizzano il quadro epidemiologico e anticipano rischi, la seconda componente si occupa invece di stabilire come affrontare le eventuali criticità. Decisioni da prendere che, come sempre, devono trovare il giusto punto di equilibrio tra la necessità di tutelare la salute collettiva e gli aspetti socio-economici.

Il governo Draghi ha una maggioranza che, com’è noto, è articolata con la presenza di più forze. Tra queste non mancano quelle che vorrebbero, ove ci fossero le giuste condizioni di sicurezza, arrivare a qualche apertura in più rispetto alle limitazioni attualmente esistenti. Oggi, però, per effetto del fattore varianti c’è la sensazione che, invece, si vada verso un livello di restrizioni più alto.

Nuovo Dpcm: ipotesi misure nazionali

La strategia di contrasto alla possibile diffusione di mutazioni con più alta capacità di contagio potrebbe portare ad una stretta nazionale per un periodo limitato ( Tre settimane? Un mese?). All’orizzonte potrebbe esserci un livello di restrizioni omogeneo simile a quello visto nel periodo natalizio. Dunque zona arancione nei giorni feriali e zone rosse nel fine settimana.

Nel primo caso ci sarebbe libertà di circolare dentro i confini del proprio comune. Bar e ristoranti, però, potrebbero operare solo con asporto e consegna a domicilio. In zona arancione, come è noto, gli spostamenti al di fuori dei confini comunali sono consentiti a quanti vivono in comuni con meno di 5000 abitanti. In quel caso c’è facoltà di muoversi entro i 30 chilometri, senza però raggiungere il capoluogo di provincia.

Nel weekend, invece, sarebbe quasi lockdown, con il divieto di uscire di casa senza motivi di lavoro, salute o necessità e apertura per poche attività. Per spostarsi o per raggiungerle sarebbe necessario farlo con autocertificazione.

Nuovo Dpcm: il modello Natale consentirebbe di evitare il lockdown

L’efficacia delle zone arancioni e soprattutto rosse è un qualcosa su cui si punterebbe per un periodo limitato, in maniera tale da tenere sotto controllo la curva del contagio che potrebbe risentire dell’effetto varianti. La soluzione eviterebbe probabilmente il lockdown duro. Quello, per intendersi, visto nella primavera del 2020.

Rispetto ad una strategia di questo tipo ci sarebbero due aspetti da chiarire: uno è la durata, l’altra è il momento in cui si inizierà a mettere, quantomeno momentaneamente da parte, la divisione a colori delle regioni. Si ipotizza, ad esempio, che già il 25 si potrebbe vedere un’Italia arancione. Al momento, come già detto, l’attuale Dpcm scade il prossimo 5 marzo. Nei prossimi giorni il quadro dovrebbe chiarirsi.

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