Autore: B.A

Banche

Nuovi limiti al contante, cosa cambia dal 1° luglio

Novità sui nuovi limiti ai pagamenti con denaro contante che entreranno in vigore il prossimo mese.

Dal 1° luglio cambia ancora la soglia massima per i pagamenti con danaro contante. La soglia scende di 1.000 euro, cioè passa dai 3.000 euro di oggi, ai 2.000 euro con cui dovremo fare i conti dal primo luglio.

Questo ciò che è stato da tempo deciso e che continuerà a sortire effetto anche negli anni successivi, Infatti le regole antiriciclaggio prevedono che dopo questo primo abbassamento della soglia limite all’uso del denaro contante per i pagamenti, dal primo gennaio del 2022 la soglia scenderà ancora ed arriverà a 1.000 euro.

Cosa cambia da luglio per i pagamenti in contanti

Il decreto legislativo “Antiriciclaggio”, cioè il D.Lgs. 231/2007, all’articolo n° 49 prevede che l’uso del denaro contante, a qualsiasi livello e quindi per qualsiasi transazione tra due o più soggetti, deve essere limitato a 3.000 euro. In pratica, il decreto prevede che l’uso del denaro contante, fra soggetti diversi è vietato quando il valore oggetto di trasferimento risulti essere pari o superiore a 3.000 euro.

Così ci hanno abituato a fare fino ad oggi e così sarà fino al 30 giugno prossimo. Dal primo luglio per via dell’articolo 18 del decreto legge n° 124 del 2019 (poi diventato legge n° 157/2019), il tetto scenderà a 2.000 euro. Ma non è l’unica variazione prevista dalla legge n° 157, perché viene già fissato l’ennesimo abbattimento della soglia dal 1° gennaio 2022, quando si scenderà a 1.000 euro.

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Le nuove norme antiriciclaggio

Il limite massimo consentito per effettuare pagamenti in contanti diventa dal prossimo luglio, 1.999,99 euro. La novità riguarda l’acquisto di qualsiasi cosa che prevede il passaggio del corrispettivo tra soggetti diversi, ma anche il passaggio di soldi per esempio, tra il socio e la società di cui fa parte, o pure tra il titolare dell’impresa familiare e il collaboratore o ancora, tra due società anche se l’amministratore è lo stesso.

Il nuovo limite, prescinde dalla causale del pagamento e quindi vale anche per l’istituto della regalia. Il limite va rispettato in qualsiasi occasione, proprio perché si tratta di una delle misure pensate per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale e del riciclaggio di danaro. Una cosa da sottolineare però è che non rientrano nel divieto i pagamenti effettuati con più trasferimenti di importo inferiore al limite, anche se complessivamente supereranno i 2.000 euro.

Infatti sono esclusi dal divieto i pagamenti di operazioni distinte ed autonome, anche se riguardano per esempio, uno stesso fornitore. Stesso discorso e quindi esclusione dal divieto per i contratti di somministrazione, con pagamenti che riguardano la medesima operazione, ma con frazionamento collegato alla particolare tipologia di operazione che questi contratti determinano. Niente obbligo a rispettare la soglia infine, per i pagamenti rateali, ma a condizione che la rateizzazione sia stabilita per iscritto nel contratto stesso.