Nuove Chiusure Covid, Zaia ricorda bar, ristoranti e palestre: «Garantire reddito, rimborsi e prospettiva»

Nuove Chiusure Covid, Zaia ricorda bar, ristoranti e palestre: «Garantire reddito, rimborsi e prospettiva»

Le nuove misure che il governo potrebbe introdurre potrebbe far scattare una stretta destinata ancora alle attività di ristorazione, senza dimenticare chi al momento è già chiuso come palestre e spettacoli. Per il governatore è necessario garantire supporto e spiegare quanto dureranno i provvedimenti restrittivi.

All’orizzonte ci sono nuove chiusure per ostacolare la diffusione del Covid. Si attende di capire quella che sarà la forma, i dettagli. La sostanza, però, ormai è chiara: il virus corre, c’è timore per l’avanzata di varianti più contagiose e c’è necessità di intervenire.

L’intervento, in questi casi, ha sempre strategie note: ridurre al minimo la possibilità e la facoltà di spostamento ed evitare che si possano innescare occasioni di convivialità non necessaria.

Nuove restrizioni in arrivo

In questi mesi tra i politici maggiormente impegnati in prima linea ci sono stati sicuramente i governatori. Tra loro c’è Luca Zaia, governatore del Veneto. In un’intervista al Corriere della Sera dell’11 marzo, in attesa delle decisioni del governo Draghi, ha esternato il suo punto di vista.

Tanti i temi toccati dal presidente della Regione Veneto. Quello più caldo resta, però, quelle delle imminenti chiusure e limitazioni che dovrebbero avere luogo attraverso un nuovo Dpcm o una modifica a quello attualmente in vigore.

«Nessuno di noi - ha specificato - fa salti di gioia. Ma dobbiamo essere onesti intellettualmente e dire che il liberi tutti significherebbe non avere posti negli ospedali per quelli che si ammalano».

Tutelare la salute pubblica e mantenere gli equilibri socio-economici è un esercizio particolarmente difficile. Limitare e chiudere per evitare che la crescita del contagio e la conseguente pressione sul sistema sanitario, spesso fa rima con stop forzati ad attività economiche. Aziende ed imprese dietro cui si ci sono imprenditori e lavoratori.

«Il Paese - ha evidenziato Zaia - sta soffrendo. Ma credo che il chiedere altri sacrifici ai cittadini non possa più essere una cambiale da firmare in bianco. I cittadini sono angosciati dalla mancanza di reddito da una parte e sconcertati da notizie di ogni tipo dall’altra. Qualunque iniziativa del governo sarà efficace soltanto se potrà garantire un reddito, dei rimborsi e anche una prospettiva. Magari partendo da bar, ristoranti, palestre, spettacoli. I simboli di quest’incubo».

Zona rossa nel weekend, non è una bella notizia per bar e ristoranti

Attività che, come lo stesso Zaia ha sottolineato, hanno sofferto molto in questi mesi. Proprio le attività di ristorazione, ad un certo punto, avevano iniziato a confidare di poter riapre a cena quantomeno nelle zone gialle (che, però, purtroppo sono sempre meno). All’orizzonte c’è, invece, una possibile chiusura nei fine settimana che potrebbe corrispondere alla dichiarazione di zona rossa per il sabato e la domenica.

Il pensiero diffuso è che quello che presto potrebbe essere decretato dal governo potrebbe essere l’ultimo sforzo. Dopo un anno difficile, digerire una possibile nuova stretta non sarà comunque facile.

«Chiudere - ha aggiunto Zaia - in generale è una scelta dolorosissima che deve essere supportata da motivazioni solidissime E poi, occorre sapere quando si inizia e quando si finisce».

Il governatore del Veneto ha, inoltre, sottolineato l’importanza di introdurre «meccanismi automatici per ciascun provvedimento restrittivo» in maniera tale da fugare dubbi su «scelte - ha detto - che potrebbero apparire discrezionali».