Autore: B.A

Nonostante il Coronavirus, il Fisco non si ferma! Due anni in più per gli accertamenti

C’è una cosa che non frena mai, nemmeno di questi tempi: è il Fisco italiano

Tutti gli atti di accertamento in scadenza entro il 31 dicembre 2020 vengono posticipati di due anni. L’emergenza per il Coronavirus ha stravolto il calendario fiscale ma questa notizia dello slittamento delle scadenze relative agli accertamenti dimostra come al Fisco italiano non si sfugge. Di fatto, gli Enti pubblici avranno più tempi per poter accertare eventuali inadempienze ed evasioni da parte dei contribuenti. In pratica, vengono differiti i termini di decadenza e prescrizione di tutte le tipologie di accertamento, in favore degli uffici.

Emergenza Covid-19

Anche il calendario fiscale viene stravolto per l’emergenza Coronavirus. L’Agenzia delle Entrate prorogato tutti gli atti indifferente dalla tipologia. Ed è così che tutti gli atti in scadenza entro il prossimo 31 dicembre, vengono posticipati alla fine del 2022. Tutto differito quindi al 31 dicembre 2022. Rimborsi, notifica degli accertamenti, istruttorie, ricorsi e mediazioni, tutto rinviato. I contribuenti devono fare i conti con nuove scadenze, tutte sottolineare dal quotidiano «Il Sole 24 Ore» che illustra i contenuti della nuova circolare n° 8 dell’Agenzia delle Entrate.

Novità Agenzia delle Entrate

In altri termini la prescrizione e la decadenza degli accertamenti e degli altri atti degli uffici, degli enti impositori, degli enti assistenziali e di quelli previdenziali, oltre alle azioni degli agenti della riscossione, non scadono più entro il 31 dicembre dell’anno durante i quali si verifica la sospensione, ma vengono prorogati fino al 31 dicembre del secondo anno successivo alla fine della sospensione. Dentro quindi, gli accertamenti relativi all’anno 2015 e se si tratta di omessa dichiarazione, quelli dell’anno 2014.

La circolare è chiarissima, perché estende la proroga a qualunque termine imposto agli uffici impositori e cioè anche gli atti del registro, l’imposta sulle successioni e gli atti di irrogazione sanzioni e così via. In definitiva, come sottolinea il quotidiano Italia Oggi, la circolare numero 8 dell’Agenzia delle Entrate non fa altro che avanzare una proroga di due anni del termine di accertamento che sottintenderebbe una disposizione a favore dei contribuenti. E questo per due ragioni precise: intanto perché si cerca di evitare la concentrazione delle notifiche in un periodo vicino alla sospensione, poi per non sovrapporre i pagamenti dovuti con le altre rateazioni.

Ma sono teorie che non trovano riscontro perché ad analizzare bene il procedimento messo in atto con la circolare, il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, cioè il Giornale, mette in luce una anomalia evidente. Bisogna considerare infatti che la circolare dell’Agenzia delle Entrate non prevede il caso in cui ci possa essere l’apertura da parte del contribuente, di una fase di adesione o reclamo. Sembra che venga presa in considerazione solo un’ipotesi, cioè quella nella quale il contribuente aderisce alle pretese del fisco, ma si trascurano tante altre possibilità.