Natale, la proposta della «zona bianca»: ecco in cosa consiste

Natale, la proposta della «zona bianca»: ecco in cosa consiste

Giovanni Toti, presidente della Regione Ligura, avanza la proposta di una «zona bianca»: premiare le regioni virtuose concedendo maggiori libertà ai cittadini e ai commercianti.

Manca meno di un mese al Natale e nell’anno segnato irrimediabilmente dal Coronavirus e delle conseguenti restrizioni appare chiaro che saranno feste molto diverse dal solito.

Dal numero limitato di persone presenti ai banchetti, al divieto di baci e abbracci, fino alle limitazioni agli spostamenti, gli italiani si preparano ad avvertire ancora meno del solito lo spirito natalizio.

Natale con il COVID

In alcune regioni dello Stivale la situazione negli ospedali è ancora preoccupante e bisogna fare di tutto affinché i contagi diminuiscano. In altre, però, le cose non vanno poi così male e qualcuno propone di aggiungere un quarto colore alla famosa scala usata per le regioni: la zona bianca.

Toti propone la «zona bianca»

Il primo politico a parlarne è stato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. In estrema sintesi si tratterebbe di una zona dove le restrizioni sono minori anche rispetto a quella gialla. Una zona dove, ad esempio, i ristoranti e i bar potrebbero rimanere aperti anche dopo le 18.

“Penso sia più opportuno consentire un Natale un po’ più libero visto che è un pezzo importante dell’economia del Paese, e se dovremo fare qualche altro sacrificio lo faremo a gennaio, tanto con il virus dovremo conviverci per tutta la primavera, quindi nella formula del ‘ferma e riparti’ è bene tenere un equilibrio tra benessere economico e contenimento del virus. Ho già proposto al governo che è giusto mantenere una diversificazione dei territori, perché ce ne sono alcuni che soffrono di più e dunque hanno necessità di stare più attenti e altri in cui invece la situazione va meglio e se i cittadini saranno attenti potremo continuare”, queste le dichiarazioni di Toti.

Una proposta fattibile? Con ogni probabilità no. Franco Locatelli, componente del Comitato tecnico scientifico, l’ha garbatamente bocciata. “Per ora fermiamoci ai tre colori che conosciamo, poi dopo Natale ne riparliamo…”

Appare chiaro che prima di riavere un minimo di libertà bisognerà attendere l’arrivo delle prime dosi di vaccino nel nostro paese.