Napoli: ragazzino di 11 anni alla guida di una Ferrari

Polemiche su un video che mostra un bimbo di 11 anni a bordo di una Ferrari. Il padre si giustifica: «Ha una passione per i motori»

Sta facendo molto discutere un video pubblicato sui social, registrato a Casandrino, in provincia di Napoli, che ha come protagonista un bambino di appena 11 anni che guida una Ferrari. La clip, come spesso accade, è diventata immediatamente virale sul web scatenando un’enorme polemica.

Uno dei primi a commentare quanto successo, è stato il Consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che da anni si occupa del fenomeno delle baby gang e della devianza giovanile.

In pochissimo tempo alle sue considerazioni si sono aggiunte quelle di centinaia e centinaia di utenti che hanno incolpato i genitori di non essere buoni educatori. Tra i tanti commenti c’è anche chi ha provato a stemperare gli animi definendo l’episodio come «una bravata».

Le parole del consigliere regionale Borrelli

Il consigliere Borrelli ha riferito che quello che è successo a Casandrino è solamente l’ultimo di una lunga serie di episodi in cui sono gli stessi membri delle famiglie a promuovere e incitare dei ragazzini a mettere in atto comportamenti pericolosi e illegali.

Secondo il consigliere i minori, in questo caso, non hanno colpe. Andrebbero dunque colpiti i genitori: "Queste persone vanno denunciate e punite in maniera esemplare, le forze dell’ordine, le istituzioni e l’assistenza sociale devono intervenire prima che la situazione sfugga completamente di mano".

Il padre del bambino ha provato a giustificarsi

Nella giornata di oggi, il padre del bambino ha deciso di intervenire in diretta a La Radiazza cercando di spiegare meglio il contesto in cui è stato registrato il video. L’uomo - pur ammettendo l’errore commesso - sostiene che suo figlio stesse guidando la Ferrari all’interno di un parcheggio privato, sotto la supervisione di un istruttore di Kart.

Ha quindi chiesto che l’episodio non venga paragonato ad altri episodi di inciviltà che hanno come protagonisti minorenni alla guida di auto e moto per le strade delle città.

"Mio figlio è stato associato ad altri ragazzini che girano illegalmente sui motorini in giro per la città di Napoli. Stavamo dando sfogo alla sua passione per i motori. Abbiamo sbagliato a fargli guidare quest’auto anche se era in un luogo privato, ma sul web abbiamo visto la nostra famiglia essere associata a quelle dei camorristi o dei delinquenti. Non è così" - ha detto.

L’uomo ha anche denunciato il fatto che alcuni utenti hanno ricondiviso il video senza oscurare il nome del bambino che negli ultimi giorni avrebbe quindi ricevuto diverse minacce in privato.