Napoli, lanciano una bomba dal cavalcavia ma gli si ferma l’auto

La Procura di Napoli è preoccupata per la scarsa preparazione di chi sta causando l’escalation di violenza nel quartiere Ponticelli: si rischiano vittime collaterali

Lanciano una bomba dal cavalcavia sul rione De Gasperi, ma l’esplosione danneggia la loro auto e sono costretti a fuggire a piedi. Questo l’ultimo grave episodio dell’escalation di violenza che sta vivendo Ponticelli, dopo le tre bombe esplose in quattro giorni nel quartiere orientale di Napoli.

Questa mattina, la Procura di Napoli ha eseguito 37 arresti colpendo i clan Rinaldi-Reale-Formicola, ma si teme che la situazione possa ulteriormente peggiorare.

Secondo la DDA di Napoli e le forze dell’ordine partenopee, queste esplosioni sarebbero dovute a una vera e propria guerra tra clan affiliati alla camorra, per assumere il controllo dello spaccio di droga nella zona.

A contendersi il territorio sarebbero il clan De Martino, che con i propri fiancheggiatori ha da tempo messo le proprie mani sul quartiere di Ponticelli, e i rivali della famiglia camorristica De Luca Bossa. Le bombe sarebbero quindi atti intimidatori lanciati reciprocamente dai due clan, anche se le indagini sono ancora in corso.

I possibili motivi dell’escalation

A innescare la guerra sarebbe stata la decisione del clan De Martino di passare all’Alleanza di Secondigliano. Un’alleanza che però non è stata pienamente accettata dal consorzio criminale che avrebbe lasciato senza «sussidio» gli affiliati del clan attualmente detenuti in carcere e minacciandoli di escluderli dalla gestione delle piazze di spaccio della zona. La ritorsione avrebbe quindi causato la risposta violenta dei De Martino.

A peggiorare la situazione, inoltre, sarebbe stata la scarcerazione di Marco De Micco avvenuta lo scorso marzo. Potrebbe aver alterato ulteriormente un equilibrio già precario. Il suo ritorno avrebbe rotto i già fragili equilibri dei clan della zona, causando dunque all’escalation vista negli ultimi giorni.

La Procura: «Situazione preoccupante»

La procura ha definito la situazione molto preoccupante: si teme che oltre a eventuali vittime da ambo le parti, possano esserci anche vittime collaterali visto l’utilizzo di strumenti particolarmente pericolosi e la scarsa preparazione di chi li assembla ed usa.

Per esempio, proprio in questo frangente si inserisce l’episodio avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 maggio scorsi, quando è avvenuta una delle tante esplosioni che stanno tenendo i residenti di Ponticelli in apprensione: la bomba lanciata dal cavalcavia sul rione De Gasperi di Ponticelli sarebbe infatti esplosa troppo nelle prossimità dell’automobile di chi l’ha lanciata.

La deflagrazione avrebbe quindi fatto partire il sistema airbag e causato alcuni malfunzionamenti all’auto su cui i membri del clan viaggiavano. Questi ultimi hanno quindi dovuto fuggire a piedi. Le forze dell’ordine, intervenute a seguito delle tante segnalazioni dei residenti, hanno ritrovato l’auto che conterrebbe alcuni indizi sugli autori del raid.