Napoli: la spesa del reddito di cittadinanza sfiora quella dell’intero nord

A marzo per il reddito di cittadinanza erogato a nuclei familiari residenti a Napoli sono stati spesi 99 milioni di euro, quasi quanto per l’interno Nord

In base alle rilevazioni geografiche, dal rapporto dell’Inps di quest’anno è emerso che 1,8 milioni di percettori del reddito di cittadinanza si trovano nelle Regioni del Sud, mentre 452mila nelle Regioni del Nord e 334mila in quelle del Centro.

La prima Regione per sussidi è la Campania, con il 22% delle prestazioni erogate, seguita dalla Sicilia con il 20%, dal Lazio con il 10% e dalla Puglia con il 9%. A stupire è il dato registrato a Napoli dove a marzo sono stati spesi 99 milioni di euro per l’erogazione del rdc, cifra che sfiora i 104 milioni spesi per l’intero Nord.

I dati registrati dall’Osservatorio dell’Inps

In generale, secondo la nota dell’Osservatorio dell’Inps, a partire dal mese scorso è tornato a salire il numero dei nuclei familiari che hanno usufruito del reddito di cittadinanza o della pensione di cittadinanza.

Nel mese di marzo 2021 sono state poco più di un milione le famiglie che hanno percepito il reddito, mentre i percettori della pensione di cittadinanza sono circa 1,1 milioni di famiglie, per un totale di circa 2,6 milioni di persone coinvolte di cui 662mila minorenni.

Il sussidio è stato erogato per il 62% a nuclei composti da una o due persone. Il numero medio di persone per nucleo è 2,3, mentre e l’età media dei componenti è di 35,8 anni.

Le famiglie con minori a carico che percepiscono il reddito sono il 34% del totale dei beneficiari, pari a circa 386 mila, mentre i nuclei con disabili sono 194mila, il 17% del totale. L’importo medio erogato è di 584 euro, il 60% delle famiglie percepisce un importo inferiore a 600 euro e l’1% un importo superiore a 1200 euro.

L’86% delle prestazioni è erogato a cittadini italiani, il 9% a cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno, il 4% a cittadini europei e l’1% a familiari di tutti i casi precedenti.

I dati sui decaduti

Nel primo trimestre del 2021 i decaduti dal diritto al beneficio sono stati 129mila: la causa più frequente è legata alla variazione dell’ISEE, nel primo trimestre dell’anno in corso il 60% delle decadenze è imputabile a ISEE sopra la soglia prevista (40% nell’anno 2020). Segue tra i motivi di decadenza la variazione della composizione del nucleo.

Nello stesso periodo il rdc è stato revocato – con il recupero delle prestazioni indebitamente erogate – a circa 38mila nuclei familiari: il motivo principale non è il non aver dichiarato redditi da lavoro, ma la “mancanza del requisito di residenza/cittadinanza”.