Movimento 5 Stelle, Di Battista avanza sospetti sulla nascita del governo Draghi

Movimento 5 Stelle, Di Battista avanza sospetti sulla nascita del governo Draghi

Uno dei personaggi di spicco del M5S ha lasciato il Movimento dopo l’adesione dei grillini al governo Draghi e fa il punto della situazione, tra sospetti e giudizi.

Alessandro Di Battista fuori dal Movimento 5 Stelle, lasciato perché a suo dire molti dei punti cardine dell’ideologia che li ha fatti nascere, adesso sono stati disattesi dai grillini in questa legislatura.

Questa legislatura, nata dopo le elezioni del 4 marzo 2018, quando il Movimento fu il partito singolo più votato, è stata la prima esperienza di governo dei pentastellati. Sarà per la legge elettorale che non consente governi stabili, ma fatto sta che quello che era nato per scardinare il sistema, per pulire la politica da “inciuci” e poteri forti, ha finito per adeguarsi a tutto ciò.

Sono queste le cose che Di Battista ha rinfacciato al Movimento, e da lì nascono anche le recenti defezioni Parlamentare di Senatori e Deputati eletti con il M5S e adesso espulsi perché rei di aver votato contro la fiducia al governo Draghi.

Ecco cosa ne pensa Di Battista come riportato dal quotidiano «Libero», una serie di considerazioni di quello che a tutti gli effetti insieme a Luigi Di Maio era il personaggio di spicco dell’intero Movimento.

Di Battista indica Gianni Letta come probabile pilota del nuovo governo

Di Battista è stato subito critico con il Movimento, già quando si decise di formare il governo con la Lega di Matteo Salvini. Infatti i grillini sono riusciti a formare un governo con la Lega con il Conte uno o governo giallo-verde come venne chiamato.

Poi sono passati al governo giallo-rosso, insieme a PD, LEU e pure Italia Viva di Renzi e Boschi. E adesso, i grillini hanno detto si pure ad un governo che non può essere definito per colori dal momento che tranne Fratelli d’Italia, dentro c’è tutto l’emiciclo parlamentare, da PD a Forza Italia.

Se la coerenza era uno dei punti cardine dei grillini della prima ora, appare evidente che è stata perduta per strada. E Di Battista come suo solito non le manda a dire. Infatti ha aperto il suo discorso con giudizi pesanti sullo stato attuale del Movimento e su come è nato il nuovo esecutivo.

Draghi tredicesimo apostolo, Meloni e Salvini pavidi

Su Instagram Di Battista non ha lesinato critiche a quello che fu il suo Movimento 5 Stelle. «Non sono d’accordo con l’espulsione di chi ha votato contro la fiducia al governo, ma io non sto capitanando correnti o scissioni o fondando partiti. Mi sto dedicando da fuori a portare avanti determinate battaglie che erano del Movimento Cinque Stelle. Io non ho cambiato idea. Non sono io a non pensarla più come il M5s, ma è il M5s a non pensarla come me», questa l’accusa diretta di Di Battista al M5S.

E non è stato certo leggero con il nuovo esecutivo Draghi. «Il governo è un’accozzaglia indecorosa e un assembramento parlamentare pericoloso. Non ho le prove, ma sono sicuro che Gianni Letta sia l’artefice dell’operazione Draghi. Renzi l’aveva organizzata con degli agganci: con Salvini, Gianni Letta, tutti i giornaloni che negli ultimi due mesi avevano infangato questo governo», così Di Battista ha definito il nuovo governo appena varato, per poi andare contro i nemici politici storici suoi e del vero Movimento che fu.

«Salvini farà credere di picconare il governo, ma non se la prenderà con Draghi perché è un pavido e Meloni non farà vera opposizione: sarà un’opposizione elettorale, non sostanziale. Attaccherà il PD e i cinquestelle, ma anche lei si comporterà in maniera pavida», ecco i pesanti giudizi di Di Battista sui due leader di Lega e Fratelli d’Italia.

Ed infine le stilettate al neo Premier, perchè «Draghi per me è l’antitesi rispetto a determinate idee sullo stato sociale e sull’attenzione al piccolo, alle piccole imprese. Se poi dovesse convertirsi a quanto è maggiormente colpito in questo periodo bene venga, ma io non mi fido. Ogni volta che Draghi dice qualcosa, anche alcune azioni già volute da Conte, sembra che sia venuto in terra il tredicesimo apostolo. Questo non mi sta bene».