Morto Giampiero Boniperti, bandiera della Juventus

Si è spento nella notte l’ex calciatore e storico dirigente del club, per lui anche una lunga militanza in Nazionale

Giampiero Boniperti è morto nella notte tra giovedì e venerdì. L’icona del calcio italiano e della Juventus avrebbe compiuto 93 anni il prossimo 4 luglio. A lui si deve la famosa frase: «Vincere non è importante, ma l’unica cosa che conta» che negli anni è diventato vero e proprio slogan per il club bianconero, di cui era presidente onorario dal 2006.

Boniperti ha legato la sua vita a doppio filo con la Vecchia Signora, tenuto conto che è stato prima giocatore, poi dirigente ed infine presidente onorario.

Morto Boniperti, una vita alla Juventus

Era nato a Barengo nel 1928, un piccolo comune in provincia di Novara. Nel 1946 aveva sposato la Juventus e non l’aveva mai più tradita, concendendosi qualche sfumatura diversa dal bianconero unicamente per le gare giocate in Nazionale. Dal 1947 al 1960 furono 38 le gare giocate con la maglia dell’Italia, condite da 8 gol.

Della sua vita alla Juventus c’è molto più da ricordare dei suoi 443 gettoni di presenza in campionato, conditi da 178 gol. Conteggio che arriva rispettivamente a 469 e 188 se si considerano anche le sfide giocate nelle coppe nazionali ed europee. E già questi sarebbero stati straordinari.

Quella di Boniperti, infatti è una storia di evoluzione. Quella da ala a centravanti di livello internazionale, ad esempio, Ma anche quella da calciatore a dirigente di successo. Il tutto senza mai perdere i connotati di bandiera assoluta della Juventus. Un cursus honorum che ne certifica oggettivamente la grandezza e la portata del personaggio..

Morte Boniperti, il ricordo della Juventus

«Addio presidentissimo». È il breve messaggio con cui la Juventus ha annunciato sui social la scomparsa di una delle sue leggende. A corredo il club bianconero ha inserito un link che rimanda ad un articolo più ampio in cui si ricorda ciò che Boniperti è stato per la storia bianconera. «E’ la notizia - si legge come frase d’esordio - che non avremmo mai voluto darvi».

"Una figura - prosegue il ricordo della società - indelebile, che da oggi si consegna al ricordo, perché sui libri di storia del calcio ci è finita già da tempo.

E si ricorda come in passato fosse stato definito come «il campione che contribuì a fare scordar presto la guerra ai tifosi bianconeri».

Consacratosi come uno dei maggiori talenti a livello internazionale in era post-bellica, Boniperti non si fece mancare grandi successi da dirigente. Da presidente della Juventus, a partire dal 1971 ( e fino al 1990), arrivarono altri successi. In Italia come in Europa. Sedici titoli in tutto, con il privilegio di rendere il club torinese il primo a vincere tutte le competizioni Uefa a cui avrebbe potuto partecipare.

Morte Boniperti, commozione nel mondo dello sport

Boniperti, oltre ad essere icona assoluta per la Juventus, fu anche un riferimento significativo per tutto il calcio italiano ed l’Italia in Genere. Non a caso sui social sono arrivati messaggi da più parti.

È il caso ad esempio di Valentina Vezzali. «Addio - ha scritto su Twitter il sottosegretario con delega allo Sport - a Giampiero Boniperti. Protagonista e testimone di un calcio che trainò la rinascita del nostro Paese nel dopoguerra. Grazie per quanto ha dato in campo per la maglia azzurra e per il grande contributo offerto allo sport italiano come dirigente. I miti non muoiono mai».

Gli stessi rivali dell’Inter hanno manifestato vicinanza alla Juventus per la scomparsa della bandiera bianconera. . «FC Internazionale - ha twittato il club nerazzurro si stringe attorno alla famiglia Boniperti per la scomparsa di Giampiero, grande uomo di sport e nobile avversario in tantissime leggendarie pagine di calcio».