Autore: Costantino Ferrulli

Stati Uniti

Morte George Floyd: accusa di omicidio volontario per Derek Chauvin

Si aggrava la posizione del poliziotto che avrebbe provocato la morte dell’afroamericano George Floyd. Mandato di arresto anche per gli altri tre agenti

Rischia fino a 40 anni di carcere Derek Chauvin, principale indiziato della morte di George Floyd, il 46enne afroamericano, deceduto dopo essere stato immobilizzato con un ginocchio sul collo per circa 9 minuti, durante un fermo di polizia. Per l’agente di polizia, arrestato subito dopo il decesso di Floyd con l’accusa di omicidio colposo, si aggrava la posizione, dopo che il procuratore di Minneapolis ha riqualificato l’accusa in omicidio volontario non premeditato. Finiscono in carcere anche gli altri tre agenti, presenti durante il fermo e subito licenziati, accusati di complicità in omicidio.

La famiglia Floyd chiede giustizia

“Un passo importante verso la giustizia”, il commento della famiglia Floyd, che, sin da subito, non aveva accettato la versione della polizia, che aveva parlato di “incidente medico”, e che la morte dell’uomo fosse dovuta al complicarsi di alcune patologie pregresse. Una nuova autopsia, commissionata dalla famiglia di George, aveva rivelato che la morte era sopraggiunta per asfissia causata da compressione al collo e alla schiena.

Un responso che di fatto aveva già aggravato la posizione di Derek Chauvin, che, come visibile nelle riprese video che hanno fatto il giro del Mondo, aveva immobilizzato a terra George Floyd, comprimendo il collo con il suo ginocchio, tanto da provocargli la morte per soffocamento.

Il passato violento di Derek Chauvin

E mentre la protesta continua ad infiammare molte città degli Stati Uniti, emergono particolari inquietanti sul passato di questo poliziotto, che aveva già collezionato ben 18 denunce per abusi di potere mentre indossava la divisa. In uno degli episodi denunciati, l’agente puntò la sua pistola ad un ragazzo 17enne, Kristofer Berg, che stava giocando con un suo amico con un’arma palesemente giocattolo.

Nel 2006, Chauvin, faceva parte dei poliziotti che aprirono il fuoco contro Wayne Reyes, freddato con 16 proiettili, dopo un lungo inseguimento. In quell’occasione, la giuria chiamata ad esprimersi sull’accaduto, ritenne giustificato l’uso della forza.