Autore: G.M

Camera - Parlamento

10
Mag

Montecitorio da l’ok al taglio dei Parlamentari, come diventerebbero Camera e Senato?

Dopo l’ok dei deputati, il testo della proposta di legge costituzionale torna in Senato per la terza lettura.

Con 310 voti favorevoli, 5 astenuti e 107 contrari, la Camera dei Deputati ha dato l’ok alla proposta di legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari. Dopo il primo passaggio al Senato e questo della Camera, l’iter del DDL prosegue con il ritorno a palazzo madama per la terza lettura.

Come cronistoria occorre ricordare che il primo ok del Senato fu con 185 voti favorevoli, 54 voti contrari e 4 astensioni. La proposta che è interna ai partiti di governo, oltre a Lega e Movimento 5 Stelle ha il disco verde anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia. Solo PD, LEU e il gruppo delle autonomie risultano essere contrari alla proposta di riforma contenuta nel disegno di legge.

Modifica agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione

La riduzione del numero dei parlamentari significa andare a cambiare alcuni punti della nostra Carta Costituzionale. Il DDL (disegno di legge delega) sulla riduzione del numero dei parlamentari e quindi dei rappresentanti del popolo va a modificare nel dettaglio, gli articoli n° 56, n° 57 e n° 59 della Costituzione. In totale la proposta di legge taglia esattamente 345 parlamentari perché alla Camera si passerebbe dagli attuali 630 deputati, ai 400 previsti dalla proposta, mentre al Senato si scenderebbe da 315 senatori a 200.

Nella proposta c’è anche un limite al numero dei senatori a vita (ad esclusione degli ex Presidenti della Repubblica il cui diritto a diventare senatori a vita resterebbe intatto anche a disegno di legge convertito in legge) che sarebbero calmierati a 5 come tetto massimo. In pratica il totale dei parlamentari tra Montecitorio e palazzo madama sarebbe ridotto del 36,5%, cioè si scenderebbe da 945 a 600 parlamentari. Il disegno di legge prevede anche un ritocco al numero dei parlamentari eletti all’estero. In questo caso si passerebbe da 18 a 12, cioè da 12 deputati e 6 senatori si passerebbe a 8 deputati e 4 senatori.

Cosa prevede la proposta di riforma del numero dei parlamentari

L’articolo 57 della Costituzione della Repubblica prevede adesso che ogni Regione della penisola abbia un minimo di senatori in rappresentanza, mentre la proposta fissa il numero minimo di senatori per Regione che diventerebbero 3. Questo ad esclusione del Molise e della Valle d’Aosta dove il minimo sarebbe fissato rispettivamente a 2 e ad un senatore.

Se la proposta dovesse passare e il disegno di legge diventasse a tutti gli effetti legge dello Stato, la novità entrerebbe in funzione come prassi, già alla prima tornata elettorale utile per le elezioni politiche, quelle che servono per eleggere il nuovo Parlamento della Repubblica. Naturalmente come prevede l’iter classico della legislazione nostrana, dall’approvazione della legge alla sua entrata in vigore effettiva devono trascorrere i canonici 60 giorni.