Autore: Stefano Calicchio

Crisi economica

11
Mar

Coronavirus: superati i 10mila casi in Italia e i 118mila casi nel mondo, le proposte di rilancio per l’economia

Cresce il numero dei contagiati, l’Italia si posiziona al secondo posto per casi totali dopo la Cina. Nel frattempo dalle organizzazioni di categoria proseguono le richieste di intervento al fine di supportare l’economia.

La crisi sanitaria derivante dalla diffusione del Coronavirus ha visto emergere nuovi dati aggiornati al 10 marzo 2020 grazie all’ultimo bollettino della Protezione Civile. All’interno si sottolinea il superamento dei 10mila casi totali (il numero esatto corrisponde a 10149). Tra questi, 8514 persone risultano positive, 631 morte e 1004 guarite.

Entrando nel dettaglio della distribuzione geografica, 4427 persone risultano positive in Lombardia, 1417 in Emilia Romagna, 783 in Veneto, 436 in Piemonte, 381 nelle Marche, 260 in Toscana, 99 nella Regione Lazio, 126 in Campania, 128 in Liguria, 110 in Friuli, 60 in Sicilia, 55 in Puglia, 50 nella provincia autonoma di Trento, 37 in Abruzzo, 37 in Umbria, 15 in Molise, 20 in Sardegna, 17 in Valle d’Aosta, 11 in Calabria, 38 nella Provincia di Bolzano e 7 in Basilicata.

I dati mondiali disponibili su Covid-19

Per quanto riguarda i principali dati mondiali, alla mezzanotte di ieri si contavano 118896 casi positivi al Coronavirus con 4269 morti e oltre 65mila ricoverati. Di questi, 43572 risultano in condizioni stazionarie e 6045 in condizioni gravi. I casi chiusi sono 69379, dei quali il 6% terminati in un decesso.

Se analizziamo la diffusione geografica del virus, troviamo al primo posto la Cina con 80761 casi ed al secondo l’Italia con 10149 casi. Abbiamo quindi l’Iran con 8042 casi, il Sud Corea con 7513 casi, la Francia con 1784 casi, la Spagna con 1695 casi e la Germania con 1565 casi, mentre gli Stati Uniti conteggiano attualmente 975 casi.

TI POTREBBE INTERESSARE: Coronavirus, come cambiano i trasporti: dai blocchi aerei ai nuovi criteri di prenotazione dei treni

Crisi Covid-19, i suggerimenti per il rilancio dell’economia da parte dei commercialisti

Il superamento della crisi economica scatenata dal Coronavirus passa anche da una politica di rilancio rivolta verso imprese e professionisti. A spiegarlo è il Consiglio Nazionale dei Commercialisti, presentando un pacchetto di misure contenente oltre 20 proposte di rafforzamento dell’economia, finalizzate a concedere il più ampio supporto possibile ad imprese e professionisti, nonché ai loro lavoratori dipendenti.

Oltre a ciò, si suggerisce di agire sul sistema di versamento di tributi e contributi, per evitare di generare delle crisi di liquidità. I commercialisti chiedono quindi di intervenire in modo uniforme, con misure che puntino a contenere gli effetti negativi della crisi derivante dalla diffusione del Coronavirus perlomeno fino al termine dell’emergenza.

A livello pratico, si richiede la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari, contributivi e assistenziali, ma anche la sospensione dei termini processuali e di quelli di impugnazione di atti e sentenze. Inoltre, si chiede per tutte le società anche la possibilità di approvare il bilancio entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale.

TI POTREBBE INTERESSARE: Coronavirus, verso chiusura di tutte le attività in Lombardia per 15 giorni

Castelli (Mef): verso sospensione su pagamenti e mutui per famiglie e privati

Nel frattempo dal Ministero dell’Economia si anticipano alcuni dei contenuti che potrebbero essere inseriti all’interno di un nuovo decreto, atteso dopo il voto parlamentare sullo sforamento del deficit di bilancio. Secondo quanto indicato dalla viceministra Laura Castelli durante un’intervista rilasciata a Radio Anch’io, si va verso un intervento di ampio respiro.

“Mutui, tasse, è tutto sospeso” ha spiegato l’esponente del governo, confermando che la misura riguarderebbe tutta Italia, concentrandosi su mutui di privati e famiglie. In particolare, rispetto alle risorse da impiegare e all’idea di arrivare a toccare i 10 miliardi di euro “c’è un tema di spostamenti, del Parlamento: pensiamo di dover spingere un po’ di più, ma credo che lo faremo ancora più avanti perché intanto gli effetti piano piano si vedono”.

Infine, tra le varie misure in discussione c’è la cassa integrazione in deroga anche per le aziende sotto i 6 dipendenti ed un pacchetto di intervento per le famiglie che prevede il congedo parentale, un voucher e un indennizzo fisso. Preoccupa anche la situazione dei Comuni, per i quali si pensa a provvedimenti specifici affinché “non vadano in default per questioni di mancate entrate” visto che “un comune in default vuol dire servizi essenziali per i cittadini in meno”.