Autore: Giacomo Mazzarella

5
Set

Meloni, FDI: puntano ad eleggere Prodi Presidente della Repubblica con l’ok della UE

Il leader di Fratelli d’Italia annuncia che mentre voteranno la fiducia al governo, FDI scenderà in Piazza davanti Montecitorio

Se c’è una cosa che appare indiscutibile, almeno negli ultimi tempi è una certa dote di coerenza che il partito di Fratelli d’Italia ha dimostrato di avere. Il suo leader, piacerà o meno, sembra avere una linea piuttosto marcata e diritta, tanto è vero che il nome di fratelli d’Italia in intrighi di governo, trattative per entrare nell’esecutivo o altri summit, non è mai entrato. Già a marzo 2018, quando Lega e Movimento 5 Stelle fecero l’accordo di governo, Fratelli d’Italia non tentò in alcun modo di intrufolarsi nella maggioranza che stava nascendo, anche avendone le possibilità avendo nella Lega un partito alleato tanto è vero che insieme a Forza Italia facevano parte della stessa coalizione.

La Meloni in queste giornate dei crisi ha sempre preso le distanze dal governo PD-M5S che stava preparandosi alla nascita, cosa poi realmente avvenuta. Parole spesso forti da parte della leader di Fratelli d’Italia che non ha lesinato parole dure anche nei confronti dell’altro frontman importante del M5S, Di Battista che due anni fa disse, in risposta ad una possibile alleanza del suo partito con il Pd, che se mai fosse successo lui avrebbe lasciato il Movimento 5 Stelle.

Fratelli d’Italia anche stavolta non ha partecipato alla gara delle poltrone, alla lotta per i posti che contano come hanno fatto altri partiti e come dimostra il fatto che oltre a Pd e M5S, nella nuova squadra del governo Conte bis è entrata anche Leu che ha spuntato il nuovo Ministro della salute che sarà Roberto Speranza. Intervistata dalla stampa la Meloni ha commentato il nuovo governo non lesinando parole forti e spiegando quello che per lei è uno dei motivi per il quale è nato questo governo.

La paura delle elezioni ed la nomina del prossimo Presidente della Repubblica

Come ampiamente dimostrato anche in queste settimane di crisi di governo, la figura del Presidente della Repubblica è molto importante. Il Capo dello Stato Mattarella ha tirato le fila della crisi, risolvendola in tempi strettissimi in modo tale da poter avere in funzione un esecutivo in vista della imminente manovra di Bilancio. Il resto lo hanno fatto Partito Democratico e Movimento 5 Stelle che hanno raggiunto in tempi celeri un accordo anche sulla squadra di governo oltre che su un programma che presenta ben 29 punti.

Per la Meloni è un partito nato tra una assurda ed oscena bagarre per la spartizione delle poltrone. Un governo nato perché sia Pd che Movimento 5 Stelle hanno avuto paura di tornare alle urne, evidentemente perchè temevano una sconfitta elettorale a favore della Lega di Salvini e di tutto il Centrodestra, come successo nelle ultime elezioni amministrative ed europee. I sondaggi in effetti da tempo danno la Lega primo partito in Italia con una situazione completamente rovesciata rispetto al marzo 2018 quando i grillini erano in vetta alle preferenze elettorali degli italiani.

Sicuramente con le elezioni il Movimento 5 Stelle avrebbe perso rappresentanza parlamentare, avrebbe perduto diversi onorevoli e senatori. Questo senza dubbio è il primo fattore che ha spinto a quello che la Meloni continuamente chiama inciucio. Inoltre c’è la questione di Salvini, Ministro dell’interno ingombrante e soggetto politico che evidentemente ha impaurito sia i grillini che i dem tanto è vero che con l’inciucio di meloniana definizione, è stato messo alle porte.

Ma c’è anche dell’altro dietro a questo accordo di governo. Prima di tutto, secondo la Meloni il pilota è stata l’Unione Europea, che vedeva e continua a vedere in Salvini un pericolo come lo era Farage nel Regno Unito o la Le Pen in Francia. Nazionalisti, sovranisti, populisti o come li vogliono chiamare, sono quelli che ai vertici di Bruxelles non piacciono. Basti pensare alle politiche sui migranti che Salvini ha adottato durante i 15 mesi di permanenza al Viminale e che tanto mal viste erano dai poteri forti europei.

Secondo la Meloni, che dice di auspicare e credere in una breve vita di questo governo, l’obbiettivo che ha spinto a far nascere questo governo, dal Colle al Pd, con la supervisione della UE è quello di portare al Quirinale un uomo di loro espressione. Infatti nel 2022 scade il mandato di Mattarella come Presidente della Repubblica e se si fosse tornati al voto il centrodestra, naturalmente con Salvini a capo, avrebbe potuto scegliere un Capo dello Stato che probabilmente non sarebbe piaciuto a Bruxelles.

Riportare il Pd al governo, con l’avvallo del Movimento 5 Stelle potrebbe nascondere dietro il fatto che vogliono portare al Quirinale l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, europeista convinto e della prima ora. Il pensiero della Meloni che ha rilasciato intervista al quotidiano di Torino «La Stampa» è proprio questo, cioè che vogliano eleggere ad inizio 2022 come Presidente della Repubblica proprio il Romano Prodi che ha portato l’Italia nell’euro.