Autore: Giacomo Mazzarella

Fisco - Cartelle Esattoriali

Maxi condono per cartelle esattoriali, il governo ci sta pensando

Molti dei crediti che il Fisco ha nei confronti dei contribuenti è inesigibile, e si pensa al colpo di spugna.

Qualche giorno fa il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, fece il quadro della situazione sullo stato dei crediti vantati nei confronti dei contribuenti. Molti crediti sono oggi inesigibili, lo ha detto Ruffini. Crediti non più incassabili che creano solo un aggravio del lavoro dell’Agenzia. Ed è così che il governo inizia a pensare ad una sanatoria. Un modo per cancellare crediti che ormai sono solo sulla carta e che in base a ciò che dice Ruffini, non verranno più recuperati.

Condono fiscale da 400 miliardi di euro

Il Governo pare intenzionato cancellare i crediti vantati nei confronti dei contribuenti relativi agli anni passati e che non possono essere recuperati. Una operazione che riguarderebbe ruoli di anni passati, cartelle obsolete inesigibili. Ruffini ha confermato in 954,7 miliardi di euro l’ammontare dei crediti totali che il Fisco nostrano ha nei confronti dei contribuenti. Secondo l’Agenzia delle Entrate solo il 40% di questa montagna di soldi ha una qualche possibilità di essere recuperata. Per questo, lo stesso Ruffini sottolineò come i crediti inesigibili sono solo in peso per il Fisco.

Pulizia delle banche dati del Fisco

Per ripulire le banche dati dell’Agenzia delle Entrate il governo sembra orientati alla sanatoria. Un condono di 400 miliardi di vecchi debiti non più recuperabili. Un condono da inserire nella grande riforma fiscale. Un po’ quello che di fatto nella Pace Fiscale, quando si decise di cancellare tutte le cartelle antecedenti il 2010, che avevano un importo singolo inferiore a 1.000 euro.

L’idea del governo sembra essere molto più di una semplice ipotesi. Infatti il ripulire queste voci, è una necessità confermata anche dal Sottosegretario al Ministero dell’economia, Laura Castelli. Questo condono potrebbe riguardare debitori ormai falliti, oppure chi ormai è deceduto. Lo stesso però riguarderebbe soggetti giuridici cessati o persone nullatenenti. Per queste figure potrebbe sopraggiungere la cancellazione di vecchie cartelle esattoriali pendenti.

Come riporta «Money.it», su 954 miliardi di euro di crediti, secondo i dati del Fisco, 153 appartengono a soggetti falliti, 118,9 miliardi di euro a persone decedute o imprese cessate e 109,5 miliardi a nullatenenti. Evidentemente si tratta di crediti sui quali c’è poco i nulla da fare. Impossibile passare all’incasso.

Va considerato pure che ci sono cartelle la cui attività di riscossione risulta sospesa perché ci sono in atto procedure giudiziarie, cioè cartelle sulle quali il concessionario alla riscossione ha dovuto interrompere le azioni coattive in attesa che giudici e tribunali si esprimano su ricordi e azioni di autotutela. Ed anche in questo caso sono molte le cartelle in questo stato, per un ammontare complessivo di atti che supera i 60 miliardi di euro. Per tutti questi motivi, e per snellire la pesantezza in termini di arretrati, una sanatoria potrebbe essere la soluzione migliore.