Matteo Salvini: «Tassiamo i colossi, Draghi mi ha conquistato»

Matteo Salvini: «Tassiamo i colossi, Draghi mi ha conquistato»

Il leader della Lega ha rilasciato un’intervista a La Stampa in cui ha toccato vari temi, tra cui la tassa di successione

Una dote ai diciottenni revisionando e aumentando la tassa di successione sui grandi patrimoni (oltre un milione di euro). È più o meno questa la proposta di Enrico Letta, segretario del Pd, che a Matteo Salvini non piace. Il leader della Lega ha affrontato la questione in una lunga intervista rilasciata a La Stampa (edizione del 23 maggio) toccano diversi temi.

Matteo Salvini preferirebbe tassare i colossi

Salvini aveva già ringraziato Mario Draghi per aver detto che questo non era il mondo di chiedere i soldi agli italiani, ma di darli. Una necessità derivante da contingenze strettamente legate alla crisi economica in atto.

«Sostenere i giovani - ha chiarito il leader del Carroccio - è importante e di sicuro parleremo ancora a lungo di come proteggerli, ma se riusciamo a non tassare i loro genitori e i loro nonni – che di tasse ne hanno già pagate parecchie – mi sembra meglio»

Salvini ha, inoltre, espressa quello a che a suo avviso potrebbe essere una strada per dare luogo ad un’inversione di rotta. «Tassiamo - ha dichiarato - Amazon e i colossi come Amazon, che in Europa hanno fatturati giganteschi e di tasse pagano cifre ridicole».

Quando è stato fatto presente che per un progetto di questo tipo occorre l’Europa, Salvini ha detto: «Ci stiamo lavorando assieme a Draghi. L’esempio dei vaccini insegna. Abbiamo fatto da apripista con i farmaci, possiamo farlo anche con le tasse agli Over the Top».

Salvini su Draghi: “È abituato a risolvere le cose”

L’esperienza del governo Draghi rappresenta una parentesi politica singolare. L’ex presidente della Banca Centrale Europea è il premier che guida un governo, espressione di una maggioranza profondamente eterogenea. Basti pensare al fatto che nello stesso esecutivo trovino, ad esempio, posto la Lega ed il Partito Democratico.

E non mancano le occasioni in cui la diversità emerge, al punto che Draghi è stato, praticamente da subito, definito dagli osservatori politici come colui che avrebbe dovuto fare quasi da mediatore con la sua autorevolezza.

Salvini, però, nell’intervista ha ammesso grande apprezzamento nei confronti del presidente del Consiglio. «Non lo conoscevo - ha evidenziato - e in effetti mi ha conquistato. Ha un nome, autorevolezza e personalità. È pratico, sa quello che dice, non ha bisogno di discorsi di due ore come capitava a Conte. È abituato a risolvere le cose».

Presto sarà tempo di pensare al Quirinale

L’autorevolezza di Mario Draghi lo rende uno dei possibili nomi per il Quirinale. Il fatto che sia, però, attualmente impegnato in un’esperienza di governo chiamato a gestire una fase cruciale per il Paese potrebbe cambiare le carte in tavola. «Non lo tiro più - ha detto Salvini - per la giacchetta. Per ora presidente del Consiglio. Ma il Colle è più un problema per Pd e 5 Stelle, mi pare di capire che i democratici di candidati ne abbiano uno per corrente».