Autore: Pasquale De Marte

Governo

Mattarella e consultazioni governo, Merlino: «Renzi non farà né il nome di Conte, né quello di Draghi»

Nel corso della trasmissione L’aria che tira di La7 la giornalista ha rivelato il suo punto di vista.

Nuova giornata di consultazioni per Sergio Mattarella. Si avvicina, però, il momento in cui si arriverà al nocciolo della questione: nel pomeriggio è atteso il confronto tra il Quirinale e Italia Viva. Matteo Renzi ed il suo partito sono un vero e proprio ago della bilancia rispetto alla possibilità che si formi una nuova e stabile maggioranza.

Dal confronto dovrà uscire ciò che i renziani ritengono essere funzionale al Paese e le strategie richieste per sposare la causa di un possibile nuovo supporto a Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Ma sarà il momento in cui si capirà se ci sono i margini per un Conte ter? Se si inizierà ad intravedere la strada per un nuovo premier?

O per un esecutivo d’unità nazionale che magari possa allargare il fronte della maggioranza? Domande a cui sembra essere prematuro rispondere. Ad analizzare la vicenda è stata Myrta Merlino. La giornalista di La7, in apertura della sua trasmissione L’aria che tira, ha espresso una previsione su ciò che non accadrà nel confronto tra Renzi e Mattarella.

Conte ter, Renzi soluzione chiave

La conduttrice ha posto l’accento sul fatto che in giorno come questo occorre leggere le «parole al contrario» e che, a suo avviso, i «nomi veri» sono quelli che non «si fanno». E c’è spazio anche per una previsione rispetto ad una parte del contenuto dell’interlocuzione tra Renzi e Mattarella. «Non farà proprio alcun nome al capo dello Stato, neanche quello di Conte. Fosse solo per porre il suo veto».

«Non farà - ha aggiunto - nemmeno quello di Draghi». In attesa di capire quale sarà il reale orientamento del leader di Italia Viva e se le previsioni della giornalista saranno confermate, il dato di fatto sempre più preponderante è che, al momento, Renzi gioca un ruolo decisivo.

Dal canto suo, in una delle sue e-news, l’ex premier ha sottolineato come sia arrivato adesso di «seguire la Costituzione, affidarsi al capo dello Stato e di parlare con il linguaggio della verità davanti al Paese. La verità, non le veline La politica, non il populismo».

Quello che, ad oggi, appare certo è che l’ingresso di Italia Viva in una maggioranza pronta a sostenere il Conte ter costituisce la soluzione di maggiore, quantomeno presunta, solidità. Resta da capire su quali punti potrà esserci eventualmente intesa.

Draghi premier: ipotesi per governo d’unità nazionale

Mario Draghi è un nome che viene spesso come possibile leader di un governo d’unità nazionale. Uno scenario in cui si intende l’ipotesi che finisca per insediarsi un esecutivo che, in parte, smetta i panni dell’organo che deve seguire linee politiche con le relative contrapposizioni, affidandosi ad un’agenda condivisa e caratterizzata da larghe intese.

Una soluzione che, naturalmente, verrebbe subordinata all’ingresso sulla scena di una personalità di levatura internazionale come l’ex presidente della Banca Centrale Europea. Non tutte le forze politiche sarebbero, però, pronte ad abbracciare uno scenario di questo tipo. Un nome, quello di Draghi, a cui se ne aggiungono altri di una certa importanza, come l’ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia.

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