Autore: Marco Della Corte

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Mag

Marco Vannini: i Ciontoli fanno ricorso in Cassazione

Per gli avvocati di Antonio Ciontoli, cinque anni sono troppi. Il post di Roberta Petrelluzzi che fa discutere.

Ricorso in Cassazione per Antonio Ciontoli e la sua famiglia. Dopo l’omicidio di Marco Vannini (20 anni al momento della morte) l’ex militare, sua moglie Maria Pezzillo e i loro figli Martina e Federico hanno deciso di chiedere un nuovo sconto di pena. Ricordiamo come in Appello, il capofamiglia Ciontoli abbia ottenuto un maxi-sconto di pena da 14 a 5 anni di carcere. L’accusa per omicidio volontario è infatti stato derubricato a colposo. Il caso del giovane ucciso a Ladispoli nel 2015 ha suscitato le attenzioni dell’opinione pubblica. A quattro anni di distanza rimangono ancora numerose le ombre, dubbi e controversie sulla morte del giovane bagnino romano.

Marco Vannini: la morte di un innocente

Marco Vannini venne ucciso a causa di un colpo di pistola, che sarebbe stato sparato dall’ex suocero Antonio Ciontoli, padre della fidanzata di Marco, Martina, e sottufficiale di Marina. Secondo quanto ipotizzato dall’accusa, il povero ragazzo venne lasciato agonizzante per tre ore, per poi morire a causa delle sue condizioni critiche. Sempre secondo l’accusa, poco prima del decesso, Marco si trovava nella villa dei Ciontoli a Ladispoli e stava facendo un bagno nella vasca.

Antonio sarebbe entrato per prendere un’arma da fuoco dalla scarpiera. Sarebbe quindi partito un proiettile dalla pistola che avrebbe ferito mortalmente il Vannini. Da quel momento le condizioni del giovane Marco si sarebbero aggravate a causa del mancato intervento dei soccorsi (ritardati dallo stesso Antonio Ciontoli) fino al decesso. Secondo i difensori dei Ciontoli, questi non avrebbero compreso la gravità della situazione, anche a causa della ferita poco visibile e l’imprevedibilità della traiettoria del proiettile che ferì Marco.

Il post di Roberta Petrelluzzi

Ultimamente, il programma Rai Un giorno in pretura si è occupato dell’omicidio Vannini. Ha scatenato forti polemiche un post della conduttrice Roberta Petrelluzzi dedicato a Martina Ciontoli: ’Ti vogliamo far sapere che siamo assolutamente in disaccordo con questo accanimento mediatico che, non si capisce perché, vorrebbe la vostra morte civile’ (Fonte: Roma Today). In tale post la Petrelluzzi ha ’incolpato’ i tempi odierni, in cui rabbia e odio prevalgono sugli altri sentimenti. I feedback degli utenti sono stati prevedibilmente negativi: ’Vergogna, difendete gli assassini’ (Fonte: Roma Today).