Autore: Marco Della Corte

17
Mag

Marco Vannini, Vannicola: ’Temo per la mia famiglia’

Davide Vannicola ha dichiarato che a sparare a Marco Vannini fu Federico Ciontoli, figlio di Antonio.

Davide Vannicola, intervistato recentemente dalla nota rivista settimanale Giallo, ha detto: ’Dopo le mie dichiarazioni sull’omicidio di Marco Vannini, temo per l’incolumità mia e soprattutto per quella della mia famiglia’. Secondo quanto dichiarato dal nuovo super testimone, a sparare il colpo mortale a Marco Vannini (20 anni al momento della morte) sarebbe stato il figlio di Antonio Ciontoli, Federico.

Vannicola teme alcuni non meglio specificati ’poteri forti’ che sarebbero pronti a screditarlo. L’uomo giura di aver detto tutta la verità. Davide Vannicola ha fatto sapere di aver inviato le sue dichiarazioni (già rilasciate alle Iene) alle opportune sedi. Per ora, ha fatto sapere di non poter più parlare.

Marco Vannini, Davide Vannicola: quattro anni di silenzio

Dopo quattro anni di silenzio, Davide Vannicola ha preso coraggio ed ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti riguardo l’omicidio del giovane bagnino, ferito mortalmente nella casa della fidanzata e dei futuri suoceri a Ladispoli, il 17 maggio 2015. Nel corso della trasmissione Le Iene, il super-testimone ha fatto ’scottanti’ rivelazioni che, se dovessero essere confermate dagli inquirenti, riaprirebbero il caso dell’omicidio del povero Marco Vannini.

Antonio Ciontoli è il vero colpevole

Secondo la versione ufficiale finora riconosciuta, Marco Vannini sarebbe stato ucciso dal suocero Antonio Ciontoli, ex militare di Marina vicino ai servizi segreti. La colpevolezza del Ciontoli è stata riconosciuta nei processi di primo e secondo grado. Tuttavia, è d’uopo rammentare come l’accusa nei confronti di Antonio di omicidio volontario sia stata derubricata in appello ad omicidio colposo, con diminuzione della pena da 14 a cinque anni di carcere. Del resto, fu lo stesso militare ad ammettere la responsabilità della morte di Marco. Tuttavia, la sua ricostruzione dei fatti è sempre stata messa in discussione dalla famiglia Vannini.

Antonio Ciontoli: dichiarazioni credibili?

Nel corso degli interrogatori nei suoi confronti, Antonio Ciontoli ha cambiato versione diverse volte circa la ricostruzione della morte del genero Marco Vannini. Inizialmente, l’uomo ammise di aver premuto erroneamente il grilletto della pistola, mentre riponeva l’arma da fuoco nel proprio armadietto. Alla fine, Antonio si è ’corretto’ affermando: ’Volevo fare uno scherzo a Marco, mi è partito un colpo per errore’ (Fonte: settimanale Giallo).

La testimonianza di Davide Vannicola

Dopo quattro anni di dubbi e incertezze, ecco arrivare la testimonianza di Davide Vannicola, all’epoca uno dei migliori amici di Roberto Izzo, di professione maresciallo dei Carabinieri, oggi non più tra noi. Intervistato dalle Iene, Vannicola ha riferito che al suo tempo, Izzo gli rivelò che ad uccidere Marco Vannini non sarebbe stato Antonio Ciontoli, bensì suo figlio Federico. Tutto partirebbe da una telefonata che l’ex militare effettuò nei confronti del maresciallo Izzo, che all’epoca ricopriva il ruolo di comandante della stazione dei carabinieri di Ladispoli.

Ciontoli avrebbe esordito in questo modo: ’Robè, è successo un guaio, mi devi risolvere un problema. Qui la mia famiglia ha fatto un casino, c’è il ragazzo di mia figlia ferito con un colpo di pistola. Mi devi aiutà, mi devi risolvere ’sto problema’ (Fonte: Giallo). Davide Vannicola ha riferito che, da quel che ha capito, Ciontoli non era presente al momento del ferimento di Marco, in quanto dormiva nel piano di sotto. Lo stesso Izzo avrebbe confessato all’amico che non sarebbe stato Antonio Ciontoli l’autore dell’omicidio. Strano, tuttavia, che la presunta telefonata tra Izzo e Ciontoli non compaia in nessun atto di indagine!