Autore: B.A

Governo - Movimento 5 Stelle - PD

19
Nov

Manovra: migliaia di emendamenti presentati e 1300 sono di PD e M5S!

La legge di Bilancio del 2020 appare ancora lontana dall’essere approvata definitivamente, perché le proposte correttive sono molte.

Matteo Renzi ed il suo nuovo partito, Italia Viva, venivano accusati di mettere a repentaglio la stabilità della maggioranza di governo del Conte bis, perché minacciavano emendamenti alla legge di Bilancio. Dalle minacce ai fatti è passato poco tempo. Infatti sulla legge di Bilancio, sono migliaia gli emendamenti presentati. Proposte correttive depositate in Commissione Bilancio della Camera dei deputati che mirano a modificare i provvedimenti inseriti originariamente. La notizia è che non è solo Italia Viva (o l’opposizione) ad aver presentato proposte di correzione alla manovra economica. Sono PD e M5S ad aver presentato il numero maggiore di emendamenti.

900 a 400 per il PD

La domanda che molti si pongono adesso mette in evidenza una anomalia tutta italiana. Ma come, la maggioranza prima stende una manovra e poi cerca di correggerla con proposte incrociate, provenienti da piccoli gruppi interni ai vari partiti?
Sembra proprio così, perché evidentemente, la manovra finanziaria presenta punti e provvedimenti che, anche in seno alla maggioranza, non sono stati del tutto accettati.

Sono state 1300, gli emendamenti presentati a Palazzo Madama da PD e Movimento 5 Stelle. Per il Partito democratico sono 900, mentre 400 sono dei grillini. Numeri nettamente superiori a quelli del nuovo soggetto politico di Matteo Renzi, che ne ha presentate 230. Manovra ancora in alto mare quindi, perché quando le proposte arrivano dall’interno dei partiti di maggioranza, appare evidente che ci sia qualcosa che ancora deve essere sistemato. E la scadenza per l’approvazione definitiva della manovra si avvicina sempre più ( la legge di Bilancio va approvata entro il 31 dicembre).

Le parole del Premier Conte

Sul "Corriere della Sera, Giuseppe Conte ha chiesto coesione alla maggioranza di governo. La manovra va completata e proprio il Presidente del Consiglio dei Ministri, nell’intervista, la difende a spada tratta.
Una manovra che stoppa l’aumento dell’IVA ( la clausola di salvaguardia da 23 miliardi), secondo il Premier Conte, non può essere definita "una manovra delle tasse). «Sto lavorando con il Ministro dell’economia Gualtieri, a ridurre ancora si più il prelievo fiscale sugli italiani, a partire dalle auto aziendali», così Conte ha parlato sul Corriere.
«Completiamo l’opera e chiudiamo il cerchio, possiamo essere ancora più ambiziosi», questo l’appello del Premier ai partiti che reggono la sua maggioranza.

Sono bugie quelle che parlano di manovra che aumenta le tasse, questo in buona sostanza il Conte pensiero. Una accusa diretta alle forze di minoranza che quotidianamente accusano la manovra di essere stata fatta accendendo nuovi debiti e inserendo tante piccole micro tasse.
Accuse non accettate da Conte, evidentemente. Il governo infatti parla di tasse che incidono solo per il 5% sull’intero ammontare della manovra che è vedi bene 30 miliardi e che presenta misure a favore della famiglia, delle imprese e dei lavoratori.
Luigi Di Maio, leader dei pentastellati e Ministro degli Esteri, ha confermato tutto ciò, aprendo all’invito di Conte. «Dobbiamo fare di più sull’abbassamento tasse, è un obiettivo ambizioso però io ci sto. Dobbiamo ridurre le tasse e aumentare il taglio degli sprechi», queste le parole dell’ex Vice Premier.

Le proposte di modifica

Escludere dalla plastic tax i prodotti monouso in plastica biodegradabile o quelli che contengono almeno il 25% o il 50% di plastica riciclata, questo uno degli emendamenti presentati che, se da un lato conferma l’intenzione del governo no di ridurre il prelievo fiscale, dall’altro conferma come qualche nuova tassa, sia stata inserita in manovra di Bilancio. Ed è una delle 400 proposte di correzione dei grillini.
Tra gli emendamenti, spunta anche una detrazione fino a 1.000 euro per chi monta a casa i filtri per depurare l’acqua dei rubinetti. Una detrazione allargata alle attività commerciali come bar e ristoranti per i quali l’incentivo fiscale salirebve a 5.000 euro.