Autore: B.A

Fisco

Lotta evasione fiscale, per Agenzia delle Entrate quasi il 90% irrecuperabili

Su 950 miliardi di debiti, solo 100 miliardi sono esigibili, lo ha confermato Ruffini.

Una delle piaghe dell’economia italiana ed una delle cose a cui si dà la colpa dell’elevato debiti pubblico nostrano è senza dubbio l’evasione fiscale. Sovente quando la politica cerca di fare cassa, si nomina l’evasione fiscale come possibile soluzione, perché in Italia i debiti fiscali dei contribuenti ammontano a più o meno, 950 miliardi.

Effettivamente, se si pensa all’enfasi coni cui il Premier Conte e i suoi ministri, hanno parlato prima del decreto Cura Italia e poi del decreto Rilancio, 80 miliardi di maxi manovra totale (25 il Cura Italia e 55 il Rilancio), se si pensa all’evasione fiscale, sulle cifre non c’è confronto. Ma dei 950 miliardi di evasione, solo poco più del 10% può essere recuperato. Sono parole di Ernesto Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Recuperabili solo 100 miliardi dai debiti fiscali

Se l’Italia recuperasse tutti gli oltre 900 miliardi di evasione fiscale, i conti pubblici sarebbero a posto e l’emergenza economica per il coronavirus, meno emergenza. Il fatto è che molti di questi crediti che il Fisco vanta nei confronti dei contribuenti, sono inesigibili, cioè difficilmente o addirittura impossibili da recuperare.

Questo ciò che sostiene Ernesto Ruffini, che è il numero uno dell’Agenzia delle Entrate. Solo un decimo, più o meno il 10% dei crediti del Fisco possono essere recuperati. Poco se si pensa che l’evasione fiscale italiana vale quasi 1.000 miliardi, ma è pur sempre una cifra considerevole, perché si parla di un centinaio di miliardi di euro. Lo ha detto Ruffini in una lunga intervista a «La Stampa».

Perché molti crediti fiscali sono inesigibili?

“Sembra poco, ma si tratta di quasi cento miliardi”, questo ciò che ha detto Ruffini. La parte non recuperabile, superiore agli 800 miliardi, secondi Ruffini dipende dal fatto che sono in gran parte debiti di aziende fallite, persone decedute e nullatenenti. "Sa quanto ci vuole per risalire ad un erede? E come faccio a pignorare la prima casa a una persona che non ha più nulla?”, queste le parole del direttore delle Entrate, in risposta alla domanda del giornalista circa il recupero dei crediti vantati da Agenzia delle Entrate.

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Il coronavirus ha peggiorato la situazione

La tragedia del coronavirus non ha aiutato, perché secondo Ruffini, “ha aperto la strada a margini fiscali impensabili. A forza di sovrapposizioni, il sistema è diventato iniquo e ha perso la progressività che gli imporrebbe la Costituzione. In Italia fra evasione fiscale e contributiva si perdono per strada più di cento miliardi l’anno. Con una seria riforma pagheremmo meno e pagheremmo tutti”. La riforma secondo il direttore, dovrebbe partire dal riordino della materia tributaria, semplificandola, cancellando le norme esistenti inutili e partorendo un testo unico. Una riforma necessaria, visto che Ruffini ricorda che l’ultima è di più di cinquant’anni fa.