Autore: Paolo Marsico

Matteo Renzi

8
Feb 2020

Lodo Conte bis, Renzi: «Pronti a lasciare in un quarto d’ora»

Botta e risposta serrati sulla riforma della giustizia che scopre ancora di più i nervi tesi tra i partiti di maggioranza dell’attuale governo.

Tiene banco, nella maggioranza di governo, la discussione in merito alla riforma della giustizia con il tasto dolente riguardante i termini di prescrizione che andranno considerevolmente ridotti rispetto al precedente ordinamento, questione che più di tutte rappresenta fonte di attrito tra i vari partiti impegnati nella discussione del novo provvedimento.

Le parole del Ministro Bonafede

Il Ministro della Giustizia, Alfonso Buonafede, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario amministrativo a Firenze, circa la possibilità di un “Conte bis” sulla prescrizione ha cosi dichiarato:”Il lodo Conte-bis sulla prescrizione è ancora perfezionabile? «No. Poi, per carità, c’è il Parlamento che è sovrano e ci sono ancora i passaggi parlamentari, però diciamo che abbiamo fatto otto vertici, ora si va in Cdm su quel testo, poi chiaramente, a seconda di come si deciderà di portare il Conte-bis, allora a quel punto il Parlamento avrà la possibilità di esprimersi».

L’accordo a tre in maggioranza

Nella giornata di ieri, invece, c’era stata l’ufficializzazione di un accordo tra Movimento Cinque Stelle, Pd e Leu, proprio in merito alla possibilità di un “lodo Conte bis”, provvedimento che darebbe la possibilità di bloccare la prescrizione dopo una condanno di primo grado, rendendo poi, tale blocco, definitivo nel caso di una seconda condanna in appello.

Renzi minaccia l’uscita dal governo

Contrario, a tale soluzione, cosi come si era evidenziato nelle precedenti settimane di discussione, Matteo Renzi di Italia Viva, che ha cosi dichiarato: "Questo accordo a tre, a mio sommesso avviso, non ha la maggioranza in Parlamento. Un appoggio esterno - ha detto ancora - significherebbe che dovremmo far dimettere i nostri ministri: Bellanova è la numero uno sull’agricoltura, Bonetti sta lavorando bene, il sottosegretario Scalfarotto è l’unico che capisce di export. Noi non vogliamo lasciare – conclude l’ex premier - poi se il presidente del Consiglio vuole che lasciamo, ci mettiamo un quarto d’ora”.

Giuseppe Conte chiarisce la sua posizione

Dal canto suo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, attraverso Facebook, ha cosi risposto a chi chiamava in causa un suo eventuale intervento: “Non chiedetemi se sono garantista o se sono giustizialista , queste contrapposizioni manichee vanno bene per i titoli dei giornali. Già come avvocato e come professore, queste visioni semplificatrici affidate alle ideologie degli «ismi» non mi sono mai piaciute. Ai cittadini non interessano le formule astratte – conclude il premier - gli schieramenti pregiudiziali. Ai cittadini interessa che il «sistema giustizia» offra un servizio efficiente, adeguato, giusto"