Lockdown weekend e nuove misure Covid, Galli: «Tardivo, servivano prima»

Lockdown weekend e nuove misure Covid, Galli: «Tardivo, servivano prima»

Lockdown nel fine settimana, possibili zone rosse automatiche una volta raggiunta una soglia dei contagi e nuove restrizioni, attese le decisioni del governo Draghi.

Lockdown nazionale nel weekend e nuove misure restrittive anti-Covid. La strada sembra ormai tracciata e si respira quasi un clima d’attesa per capire quando l’ormai probabile stretta potrebbe essere annunciata con i dettagli ufficiali.

Lockdown generale: ipotesi ormai lontana

Il dato che appare ormai certo è che non si andrà verso un lockdown generale. Si prosegue sulla strada della divisione territoriale del Paese, sebbene la cartina abbia sempre meno giallo tra le regioni, la maggior parte delle quali sono tinte di arancioni o rosso.

Lockdown nel fine settimana, ma non solo

La stretta dovrebbe articolarsi su tre livelli:

  • Dichiarazione di zona rossa per tutte quelle regioni che dovessero segnare 250 casi settimanali di coronavirus ogni 100.000 abitanti
  • Zona rossa per tutto il territorio nazionale nei fine settimana
  • Limitazioni varie possibile per la zona arancione e gialla

Proprio sull’ultimo punto si attende di capire quali saranno gli orientamenti. Sembra aver perso attenzione mediatica, ma non per questo è finito nel dimenticatoio di chi deve decidere, l’ipotesi di un coprifuoco anticipato. Le ipotesi sull’orario circolate fino al momento parlano di un divieto di circolazione che possa scattare alle 19 o alle 20.

Coprifuoco anticipato sempre meno citato, ma non dimenticato

Di fatto ci sarebbe un lockdown nazionale dalla sera o tardo pomeriggio alle 5 del mattino, consentendo nel resto della giornata la naturale prosecuzione delle attività (quelle consentite a seconda dei casi dal Dpcm, ovviamente). Un escamotage che consentirebbe di non paralizzare il tessuto produttivo.

L’altra questione in ballo riguarda le zone gialle. Sono quelle dove, dati alla mano, il virus corre meno. Sono sempre meno, ma potrebbe esserci l’intenzione di preservarle mettendo in campo misure preventive.

Da tempo, soprattutto in ambito medico-scientifico, si è notato come i territori finiti in giallo non abbiano mai mostrato segnali che il livello di restrizioni fosse tale da contenere in maniera adeguato il contagio.

La questione diventa attuale, alla luce di quello che sembra il trend della curva a livello nazionale ed il possibile effetto delle varianti.

Repubblica (nella sua edizione del 10 marzo) parla, ad esempio, della possibilità che per le zone gialle possano essere vietate le visite nelle abitazioni private. Provvedimenti che, come detto, avrebbero funzione preventiva in aree con minore circolazione virale.

Coronavirus, l’infettivologo Galli sottolinea come le misure si potessero anticipare

Quella prevenzione che auspicava potesse esserci il professor Massimo Galli, direttore delle Malattie del Sacco di Milano.

«Non fa piacere, non fa piacere affatto» dice in un’intervista all’Adnkronos Salute in relazione a quelle che paiono essere le nuove misure in arrivo. «Ed è - aggiunge - terribile, pesante, triste, ma purtroppo è tardivo. Le misure drastiche servivano prima, se l’avessimo fatto sarebbe stato meglio per tutti».

Nelle parole del professore si scorge il punto di vista chi ritiene che si potessero adottare restrizioni prima di arrivare ad un punto in cui la crescita del contagio è tornata a preoccupare.

Ma sulle restrizioni Galli è chiaro: «Le accolgo, come tutti, con lo stesso gusto - evidenzia - con cui mi darei martellate sugli alluci».

Nuove misure Covid, il momento delle decisioni è vicino

L’intenzione emersa è che le possibili nuove restrizioni possano essere messe in campo già a partire dal prossimo weekend, questo fa dedurre che entro poche ore potrebbero arrivare sviluppi significativi rispetto alle decisioni del governo.

Toccherà, infatti, all’esecutivo presieduto da Mario Draghi prendere le decisioni sulla strategia di contrasto alla diffusione del contagio che si riterrà opportuno. Con l’auspicio che, ovviamente, possa essere l’ultimo sforzo per i cittadini.