Autore: Pasquale De Marte

Coronavirus

Lockdown in Italia, Sileri: «Non necessario, ci saranno stop and go»

Il vice ministro della Salute uscente ha chiarito che bisogna restare in trincea, ma che il lockdown totale nazionale non sarebbe al momento una necessità.

È un nuovo lockdown totale in Italia l’unica strategia possibile e utile a fronteggiare l’avanzata delle varianti di coronavirus? Secondo Pierpaolo Sileri no. E il parere non arriva da uno qualunque, ma da colui il quale ha vissuto in prima linea le fasi più complicate della pandemia.

Lo ha fatto da vice ministro della Salute, mettendo spesso la faccia con la partecipazione a trasmissioni televisive anche nei momenti più delicati. Ma anche da medico e chirurgo, tant’è che lui stesso è solito ripetere che finita questa parentesi politica tornerà ad occuparsi della sua professione.

Nuovo lockdown nazionale, la posizione di Sileri

La sua posizione è quella di chi, alla luce del proprio recente incarico istituzionale, conosce la situazione e ha titolo per parlare. Le sue ultime dichiarazioni sono arrivate ai microfoni di Radio Cusano Campus e sono state riprese dall’Adnkronos. «Un lockdown nazionale - ha dichiarato - in questo momento non credo sia necessario, ma degli stop and go ci saranno». Un pensiero chiaro, a cui si affianca un monito rispetto alla necessità di restare in trincea contro virus.

Sono in tanti a volere la conferma del viceministro uscente al fianco di Roberto Speranza, ma occorrerà ancora qualche giorno prima che Mario Draghi definisca la squadra degli uomini che, affiancando i ministri, completeranno la squadra di governo.

«Stop and go» è una locuzione con cui Sileri indica la necessità di mettere in campo delle fasi in cui subentreranno restrizioni legate alla situazione epidemiologica. «E’ verosimile - ha precisato - che alcune regioni tornino in zona arancione e qualcuna in zona rossa, vedremo i dati che arrivano al Ministero oggi (giovedì 18 febbraio ndr)».

Coronavirus, il problema varianti

«Laddove il virus corre - ha precisato - è necessario fare un passo indietro. Se dovesse subentrare una variante più aggressiva è chiaro che servirà una chiusura più o meno estesa a secondo dell’analisi dei dati. Una cosa è certa: va ancora mantenuto il blocco degli spostamenti tra regioni».

Vaccino Covid e varianti, la situazione secondo Sileri

Oggi lo spauracchio sono proprio le varianti. Sileri ha posto l’accento su due aspetti. Il primo è che i vaccini sono tanti e se uno dovesse vedere limitare la sua efficacia, non è detto che per gli altri sia lo stesso. Anzi, c’è probabilità che gli altri vaccini funzionino. Qualora, però, così non dovesse essere, la scienza ha strumenti per mettere in campo contromisure adeguate. «La ricerca e l’industria - ha precisato - sono pronte nel caso in cui un vaccino debba essere modificato e rimodulato».

Un pensiero quello del senatore che si allinea a quanto emerso negli ultimi mesi, secondo cui attraverso i nuovi vaccini con tecnologia a mRna potrebbero essere necessari pochi meso per metterne a punto uno nuovo tarato su possibili altre varianti.

Vaccino Covid, a maggio la luce in fondo al tunnel?

Sileri ha, inoltre, evidenziato come si stia cercando a mettere in rete tutti i laboratori ai fini della rilevazioni di varianti, sottolineando con l’azione di monitoraggio efficace passerebbe da un lavoro congiunto a livello mondiale.

L’obiettivo fissato da Sileri riguardo alla vaccinazione è chiaro. «Speriamo - ha detto - di vaccinare tutti i soggetti più fragili entro maggio. Quando avremo vaccinato medici, anziani e fragili, gli ospedali poi potranno gestire anche l’ordinario»,

Un traguardo che è naturalmente subordinato alla necessità di avere un quantitativo adeguato di dosi a disposizione, ma anche forse dalla necessità di mettere in campo un’organizzazione adeguata ad una campagna vaccinale senza precedenti.

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