Autore: Francesca Cavaleri

Tasse

Locazioni: quanto costa registrare il contratto?

I contratti di locazione immobiliare vanno registrati presso l’Agenzia delle Entrate. Ma quanto costa e come si effettua questa operazione?

I contratti di locazione, o più comunemente affitto, è l’accordo con il quale una parte si obbliga a far godere ad un’altra una cosa, per un determinato periodo di tempo, dietro il pagamento di un corrispettivo. Di solito, si tratta di una somma di denaro, mentre l’oggetto del contratto può essere sia qualcosa di mobile, un auto ad esempio, che di immobile, ad esempio una casa.

Locazioni: quali sono i contratti che vanno registrati?

I contratti di locazione immobiliare vanno sempre e comunque registrati presso l’Agenzia delle entrate. Vanno anche registrati i contratti di comodato d’uso gratuito, i contratti a canone concordato e d’affitto in senzo più generale.

Nei contratti che hanno ad oggetto un immobile, il locatore si impegna a garantire il godimento di un bene a favore di un altro soggetto (locatario o conduttore), per un determinato periodo di tempo, dietro il pagamento di un canone. Alla fine del periodo locativo il bene deve essere restituito al suo legittimo proprietario. Tutte le norme che regolano il rapporto vanno racchiuse in un’unica scrittura, detta contratto, e registrata.

Locazioni: quanto costa registrare il contratto d’affitto?

L’importo da versare all’Erario per la registrazione cambia a seconda del tipo di immobile da locare. Se si tratta di un fabbricato ad uso abitativo, in altre parole se si parla di case, occorre versare il 2% del canone annuo.

Questo può essere pagato sia ogni anno, oppure in unica soluzione al momento della registrazione del contratto. E’ però previsto uno sconto, che consiste in una detrazione dell’imposta dovuta pari alla metà del tasso di interesse legale, moltiplicato per il numero di annualità.

Se invece oggetto del contratto è un fabbricato strumentale, la percentuale da versare è pari all’1% del canone annuo. Ma in questo caso, la locazione deve essere effettuata da soggetti passivi IVA. I fondi rustici invece, prevedono un’imposta di registro pari allo 0.50%. Mentre per tutti gli altri tipi di immobili, ad esempio i negozi, rimane invariata la quota standard del 2% del canone annuo.

L’imposta viene pagata utilizzando il modello F24, direttamente in Banca, Poste Italiane oppure online.

Locazione: quali sono le altre spese?

Oltre all’imposta di registrazione, deve essere pagata un’imposta di bollo. Ogni copia di contratto prevede una marca da bollo pari a 16 euro. Occorre apporre una marca da bollo ogni 4 facciate scritte del contratto, e/o ogni 100 righe. La data della marca da bollo deve essere coincidente con quella di sottoscrizione del contratto, o al massimo precedente.

Tutte le spese finora dette non devono essere versare nel caso in cui il locatore aderisce al regime di tassazione della cedolare secca. La registrazione del contratto si effettua o telematicamente o presso uno sportello dell’Agenzia delle entrate. Completano i documenti necessari alla registrazione dell’atto, il modello RLI, il certificato Ape e i documenti di identità di locatore e conduttore.