Autore: Giacomo Mazzarella

Politica Italiana

Legge di Bilancio, si pensa alla patrimoniale, lo propone un emendamento

Tassare i grandi patrimoni, questo il piano che esce fuori da una proposta di Leu e PD.

C’è chi ha parlato di «prove di patrimoniale», come ha fatto il quotidiano romano «Il Tempo». Il riferimento è ad una proposta di intervento in legge di Bilancio. Un emendamento alla legge di Bilancio, cioè una proposta che i gruppi parlamentari possono produrre durante la lavorazione alle Camere della manovra. E l’emendamento su cui si sta scatenando la polemica prevede la tassazione dei patrimoni, ovvero quella che comunemente si chiama «patrimoniale».

La proposta sulla patrimoniale

Come si legge dalle pagine del sopracitato quotidiano, c’è un emendamento a prima firma da parte di Nicola Fratoianni, parlamentare di Liberi e Uguali che di fatto introduce quella che sembra essere una autentica patrimoniale. L’emendamento oltre che di Liberi e Uguali ha le firme anche di deputati del PD. «La sinistra vuole mettere la patrimoniale», questo l’allarme che le opposizioni ieri hanno diramato tra dichiarazioni, tweet e interviste. Ne è esempio lo sfogo sul profilo Twitter della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

«E alla fine in un emendamento presentato dalla sinistra alla manovra spunta la patrimoniale. Ecco la loro risposta alla crisi, il loro regalo di Natale agli italiani: un furto sui conti correnti. Questi nemici dei cittadini vanno fermati il prima possibile», questo eloquente tweet di Giorgia Meloni.

Cosa prevede la proposta dei parlamentari di maggioranza

L’emendamento prevede un tributo su quelli che i proponenti chiamano grandi patrimoni. Oltre a Fratoianni l’emendamento è sottoscritto da Rossella Muroni, Luca Pastorino ed Erasmo Palazzotto, rappresentanti di Leu alla Camera e da Matteo Orfini, Chiara Gribaudo, Giuditta Pini, Fausto Raciti e Luca Rizzo Nervo, colleghi in forza al Partito democratico. Per fugare ogni dubbio, riportiamo integralmente la parte della proposta che spiega l’idea dei proponenti.

Nell’emendamento si legge infatti che verrebbe «istituita un’imposta ordinaria sostitutiva sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500.000 euro derivante dalla somma delle attività mobiliari ed immobiliari al netto delle passività finanziarie, posseduta ovvero detenuta sia in Italia che all’estero, da persone fisiche, la cui aliquota stabilita in misura pari a: 0,2% per una base imponibile di valore compreso tra 500.000 euro e 1 milione di euro; 0,5% per una base imponibile di valore oltre 1 milione di euro, ma non superiore a 5 milioni di euro; 1% per una base imponibile di valore oltre i 5 milioni di euro, ma non superiore a 50 milioni di euro; 2% per una base imponibile di valore superiore ai 50 milioni di euro. Limitatamente all’anno d’imposta 2021, per una base imponibile superiore ad 1 miliardo di euro, l’aliquota fissata al 3%».

Per Fratoianni si tratta di un provvedimento volto alla razionalizzazione del sistema fiscale, per ridurre la forbice tra chi ha grandi ricchezze e chi diventa sempre più povero.