Autore: Giacomo Mazzarella

Le sardine vanno in pausa, lo conferma Santori: "Giovedì ultimo incontro”

Una lunga lettera su Facebook da parte di uno dei leader, Mattia Santori manda in stand-by il movimento che era diventato importante nella campagna elettorale dell’Emilia Romagna

Molti in questi lunghi mesi di lockdown, di morti, ammalati e di pandemia, si erano chiesti che fine avessero fatto le Sardine, il movimento divenuto popolare durante la campagna elettorale soprattutto in Emilia Romagna. Il suo leader Mattia Santori era diventato un volto noto della Tv, intervistato, ospite di seguitissime trasmissioni televisiva, invitato a parlare della politica insieme a grandi leader dei veri partiti, alcuni dei quali, soprattutto a sinistra, hanno visto nel suo movimento, una boccata di ossigeno in una fase in cui la Lega ed il centrodestra dominavano la scena dei sondaggi.

Non che oggi la situazione sia cambiata per quanto riguarda i sondaggi, perché crisi della Lega o non crisi della Lega, il centrodestra, anche grazie all’escalation di Fratelli d’Italia e della Meloni, è sempre in testa nei sondaggi rispetto al centrosinistra, anche considerando di questa area il Movimento 5 Stelle. Suonava strano che le sardine non avessero preso posizione e nemmeno parlato di coronavirus, emergenza sanitaria e così via. Eppure era un movimento che sembrava sul punto di esplodere, nato per contrastare i sovranisti, soprattutto Salvini, additato come nemico pubblico numero uno.

Molti tendono a sottolineare (forse sbagliando perché l’Emilia Romagna da sempre è feudo di centrosinistra) che la vittoria di Bonaccini alle scorse regionali in Emilia Romagna, era dovuta proprio al fatto che le sardine avessero fatto campagna elettorale pro PD e contro la Lega. Il silenzio delle sardine in questa fase emergenziale, adesso ha un motivo. Infatti Mattia Santori manda il movimento in pausa, e lo fa con una lunga lettera sui social. Il motivo? Qualche spaccatura interna.

Il manifesto valoriale

I fondatori bolognesi delle Sardine giovedì avranno un ultimo incontro, in cui presenteranno «il manifesto valoriale», poi si prenderanno una pausa di riflessione e di riposo. Questo ciò che afferma il leader del movimento Mattia Santori. Una affermazione affidata alla sua pagina ufficiale di Facebook. «Mi pesano i dissidi interni, le litigate per i post e le paranoie complottiste. Sono conscio che qualcuno preferisce farmi le scarpe e screditare me e le persone che mi supportano», questo ciò che scrive Santori su Facebook.

«Abbiamo capito che un manifesto politico oggi porterebbe a nuovi litigi, a tante incomprensioni e una marea di chiacchiere sterili. Stessa cosa per la struttura. E’ necessario organizzarci, ma la struttura a cui abbiamo lavorato è oggettivamente precoce per un gruppo di persone che manco si fidano tra loro, né si conoscono», così continua il post, che mette in luce tribolazioni forti che probabilmente sono scaturite una volta che la campagna elettorale in Emilia Romagna è finita e non c’era più il “nemico” Salvini a serrare i ranghi del movimento. Potrebbero quindi aver avuto ragione quelli che consideravano il movimento delle sardine, solo un movimento che si reggeva in piedi in una specie di odio verso il leader della Lega.

Si tratta di pausa o addio?

«Non è la fine delle sardine ma uno spartiacque, perché ho sempre avuto un’idea precisa di quel che avrebbero dovuto essere le sardine da grandi e forse ho sbagliato ad aspettare tutto questo tempo a dirvela”, così il giovane nella sua lettera social ai simpatizzanti del movimento. L’appuntamento è a giovedì 28 giugno, quando alle ore 19, sempre in base a ciò che Santori scrive, la sardina dirà quale era la sua idea sulle sardine. Quel giorno, insieme agli altri fondatori del movimento, che lui chiama per nome (Andrea, Giulia e Roberto), consegneranno il manifesto valoriale per poi sospendere le iniziative del movimento. “Non sarà la fine delle sardine. Al massimo uno spartiacque. Sicuramente un momento di confronto sincero, corretto e dovuto», così chiude il posto Santori.