Autore: B.A

22
Gen 2020

La tratta delle badanti: lavoro nero, finti matrimoni ed estorsione, ad Ancona arrestata una donna

Tra Ancona e Senigallia, nelle Marche, una donna dell’Est aveva avviato un giro di sfruttamento che la Polizia adesso ha interrotto.

Una signora di 50 anni, proveniente dalla Georgia, è stata arrestata dalla Polizia del Commissariato di Senigallia dopo una operazione di contrasto allo sfruttamento dell’immigrazione avviata con l’aiuto della Squadra Mobile di Ancona. La donna, che si faceva chiamare con il falso nome di «Marina», è stata arrestata proprio con le pesanti accuse di sfruttamento dell’immigrazione. Marina aveva avviato un business legato al lavoro di badante, con il quale riusciva a piazzare oltre 15 sue connazionali a settimana. Il tutto per consentire a ragazze che entravano in Italia con permesso turistico temporaneo, di restare nella Penisola regolarmente. La donna aveva avviato questo business che fruttava migliaia di euro sfruttando la debolezza di queste giovani ragazze.

Primo stipendio quasi per intero a Marina

Una volta entrate in Italia con visto turistico (comunemente di 3 mesi), la georgiana trovava loro una occupazione come badante. E si tratta già della prima azione illecita di Marina. Infatti, il posto di lavoro trovato per le giovani ragazze (tra i 20 ed i 30 anni) era irregolare, cioè in nero. Una cosa da sottolineare è che per il lavoro di collocamento che Marina in pratica faceva (trovando lavoro alle ragazze), era pagato con il primo mese di stipendio dalle ragazze stesse. Da 700 a 900 euro, questo il corrispettivo che Marina si faceva dare dalla malcapitate appena ricevuto il primo mensile dalla famiglia dove erano state mandate a lavorare.

Inoltre, sempre Marina si faceva dare dei soldi in cambio di un appartamento, perché la donna fungeva anche da agente immobiliare settore affitti. Le ragazze, appena arrivate, prive di documenti regolari per la loro permanenza in Italia (se non come turiste e in via temporanea), si facevano aiutare da Marina a trovare casa. E naturalmente pagavano questo servizio alla donna.

I matrimoni e i divorzi

Se la debolezza delle ragazze in cerca di lavoro era terreno fertile per l’attività illecita di Marina, lo era altrettanto il vecchietto presso cui mandava a lavorare le ragazze. Marina, che tra l’altro è sposata con un anziano italiano, proponeva le ragazze ad anziani, vedovi e uomini soli, spacciando le ragazze come sue parenti e arrivando ad organizzare fidanzamenti a scopo di matrimonio. Il tutto per permettere alle ragazze di avere documenti ufficiali per restare in Italia.

Anche in questo caso, se il matrimonio andava in porto, le ragazze e probabilmente anche gli uomini in cerca dell’anima gemella, pagavano Marina. Una donna che in pratica trovava soluzione a tutto. Gli uomini trovavano compagnia, le ragazze invece ottenevano il permesso per poter restare in Italia, come mogli o come divorziate se successivamente l’unione con il congiunto andava male.

La donna finita in manette era diventata popolare in zona, perché a lei si rivolgevano quelli che erano alla ricerca di una colf piuttosto che una badante, da detenere però in nero. Ed al lei si rivolgevano anche uomini alla ricerca di una giovane e bella moglie con la quale trascorrere gli anni restanti della propria vita. Gli inquirenti adesso stanno indagando per scoprire se oltre a quanto mosso contro la georgiana Marina, possano esserci prove di eventuali illeciti legati allo sfruttamento della prostituzione.