Autore: B.A

Fisco - Fisco e Tasse

La pazza idea del MEF: prelievi automatici dai conti correnti per le tasse

Il Ministero sta studiando un progetto che prevede prelievo automatico delle tasse dai cc dei contribuenti.

La riforma del fisco, la rivoluzione del modo di pagare le tasse dei contribuenti, la lotta all’evasione, la semplificazione fiscale. Chiamatela come volete, ma l’idea che sta prendendo piede al Ministero dell’Economia e delle Finanze ha del clamoroso e secondo i tecnici, risponderebbe a tutti i punti prima citati, dalla guerra agli evasori fiscali alla semplificazione degli adempimenti fiscali. Ecco cosa sta bollendo in pentola e cosa potrebbe succedere al mondo delle Partite Iva.

Prelievo automatico delle tasse dai conti correnti delle Partite Iva

Un prelievo automatico e diretto dal conto corrente delle partite IVA per pagare le tasse, questa la novità che potrebbe fare presto capolino, se a ciò che sta lavorando il Ministero dell’Economia condotto da Roberto Gualtieri, diventasse provvedimento effettivo. Al momento questa è solo l’idea allo studio del Mef per la riforma fiscale, ma basta per allarmare il mondo delle Partite Iva e dei professionisti.

Se l’idea diventasse provvedimento, come riporta il sito “Money.it”, le Partite IVA pagherebbero le tasse senza dover continuare a fare i conti con saldi, acconti, conguagli e così via. Semplificazione evidente, ma con il prelievo diretto sul conto corrente che fa storcere il naso ai contribuenti. L’idea del Mef non è una semplice indiscrezione, perché ciò a cui sta lavorando il Ministero dell’Economia e delle Finanze è stato confermato proprio dal Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e lo ha fatto in sede istituzionale.

Durante l’audizione in Senato del 28 luglio scorso, Gualtieri ha anticipato proprio il lavoro del governo su questa riforma fiscale che tra le altre cose prevede proprio il cambio di rotta sulla modalità di pagamento delle tasse delle partite Iva.

In arrivo la riforma del fisco

La riforma del fisco italiano dovrebbe essere uno dei capisaldi della prossima manovra finanziaria. Una riforma che anche Bruxelles spinge per essere varata e come si sa, dal momento che all’Italia servono come il pane i soldi del Recovery Fund, qualche concessione all’Europa è necessario farla, assecondando le richieste di riforma, di riduzione della spesa pubblica e di contrasto all’evasione che Bruxelles pretende.

I soldi del Recovery Fund, anche se la maggioranza del governo non lo dirà mai, sono altamente condizionati, mettendo l’Italia quasi sotto ricatto da parte della Ue. E l’italia è vista nel resto d’Europa come un Paese poco virtuoso, dove si sperperano quattrini per cose futili, dove c’è una grande evasione fiscale e dove allo stesso tempo c’è un grande risparmio da parte dei contribuenti. Molte di queste cose sono la realtà dei fatti e per questo che l’idea del Mef non sembra campata in aria.

E la riforma fiscale dovrebbe gioco forza produrre il cambiamento della tassazione per le partite IVA, che non verrebbe più fatta con saldi e acconti, ma basandosi sui guadagni effettivi, in tempo reale e con prelievi diretti dal conto corrente, magari mensili.