Autore: Paolo Marsico

PIL

13
Feb 2020

La Commissione Ue rivede la crescita italiana, +0,3% nel 2020

I dati forniti dalla Commissione Ue, parlano di una previsione rivista al ribasso per il nostro paese. Ferme Germania e Francia, bene Malta e Romania.

Ridimensionate al ribasso le previsioni di crescita dell’Italia nel 2020. Secondo la Commissione Ue, la crescita sarà soltanto dello 0,3%, a causa, tra l’altro di un “effetto negativo di trascinamento”. I dati, come anticipato, contrastano con le previsioni dello scorso novembre, che ipotizzavano una crescita tra lo 0,4% e lo 0,7%.

Nelle stime economiche d’inverno, pervenute dalla Ue si legge: «Le indagini sulle imprese suggeriscono un lento avvio nel 2020. La fiducia nell’industria è migliorata a gennaio, ma non suggerisce ancora un rimbalzo imminente nella produzione industriale. L’attività dei servizi, anche se non immune dal debole ciclo industriale, dovrebbe sostenere la crescita del Pil reale nel breve termine»

Numeri e tendenze per il 2020

La Commissione fa sapere che la stabilizzazione provvisoria della produzione manifatturiera, associata all’inversione del ciclo delle scorte, insieme alla ridotta incertezza politica domestica ed a condizioni favorevoli del credito, possono diventare fattori di sostegno alla domanda interna oltre il breve termine.

Le parole di Paolo Gentiloni

In merito a tali stime, il commissario agli affari economici , Paolo Gentiloni, ha cosi dichiarato: «L’economia europea continua a mostrare resilienza verso l’ambiente esterno impegnativo, la crescita lenta continua guidata dalla domanda interna» e si tratta «dell’espansione più lunga all’introduzione dell’euro nel 1999»

Con la crescita stimata per il 2020 e quella per il 2021 stimata intorno allo 0,6%, il nostro paese si conferma quindi fanalino di coda nell’area Ue, cosi come ulteriormente ribadito dalla commissione.

«Il Governo italiano è consapevole della necessità di tenere gradualmente il debito su un percorso di riduzione - ha inoltre dichiarato Paolo Gentiloni - la scommessa è di riuscire a farlo conservando una politica espansiva, non perdendo l’occasione degli investimenti collegati alla transizione ecologica. E mi auguro - continua - che il contesto europeo possa favorire un mix di
politiche di questo genere».

Bene Malta e Romania

Nei “numeri”, ufficializzati dalla Commissione Ue, si legge, inoltre di Germania e Francia, penultime, ferme all’1,1%. Record di crescita invece per Malta e Romania, rispettivamente al 4% ed al 3,8% nel 2020.