Autore: G.M

Evasione fiscale - Fisco

26
Nov

L’occhio lungo del Fisco: sotto controllo anche SMS, mail e chat per gli evasori

Per stanare gli evasori fiscali, la Guardia di Finanza avrà sempre più poteri.

Sempre più poteri per Fisco e Guardia di Finanza in materia contrasto all’evasione fiscale. È quanto emerge da un articolo del noto quotidiano «Italia Oggi» di cui da notizia anche il sito di informazione legale «la legge per tutti. It».
Contro gli evasori adesso sarà possibile utilizzare anche email e dati informatici estrapolati dai personal computer degli stessi soggetti che finiranno sotto la lente di ingrandimento delle autorità competenti.

Come funziona questa novità

La Guardia di Finanza nelle operazioni di controllo, potrà utilizzare anche messaggi, sms, email e chat per stanare gli evasori fiscali. Diventa sempre più difficile nascondersi o anche solo difendersi, dal Fisco italiano che in questo modo viene dotato di sempre più forza nella lotta agli illeciti tributari, alle evasioni dal pagamento delle tasse e da tutte le altre pratiche purtroppo tropo frequenti in Italia. Adesso, anche sms e chat saranno controllati dal Fisco. La tecnologia a sostegno della lotta all’evasione dello Stato italiano.

Anche SMS o messaggi per gioco possono essere un problema

La legge da tempo riconosce il valore probatorio anche di questi nuovi strumenti di comunicazione. Anche un SMS mandato per gioco, scherzo o qualsiasi altro motivo anche non serio, può essere preso per vero dalle fiamme gialle in sede di controllo. In altri termini, anche sms e chat saranno controllati dal fisco e costituiranno validi strumenti di prova. È stata la Corte di Cassazione a sancire che, se un SMS piuttosto che una mail, abbia al suo interno, attti, fatti o dati giuridicamente rilevanti, questi messaggi possono essere utilizzati anche in sede giudiziaria come qualsiasi altra prova ammessa o ammissibile.

Per la mail, gli ermellini hanno sancito testualmente che : «il messaggio di posta elettronica, la cosiddetta e-mail, costituisce un documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti che, seppure privo di firma, rientra tra le riproduzioni informatiche e le rappresentazioni meccaniche e pertanto, forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale viene prodotto non ne disconosca la conformità ai fatti o alle cose medesime». Si tratta di una pronuncia che non fa altro che rafforzare l’articolo 2712 del Codice Civile, secondo il quale le riproduzioni fotografiche, informatiche o cinematografiche, le registrazioni e le rappresentazione meccaniche di fatti o cose rientrano tra le prove dei fatti se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità agli stessi.

L’orientamento della Suprema Corte di Cassazione, non può essere sottovalutato perché e assai probabile che sarà fondamentale per le attività di controllo contro l’evasione fiscale da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate. Un importante arma che renderà la vita dura agli evasori fiscali e sarà uno strumento che andrà ad affiancarsi alle banche dati di cui anche le Fiamme gialle hanno accesso.