Autore: Dario Marchetti

Euro

30
Nov

L’euro e gli italiani, un rapporto che si va deteriorando?

Un report di Eurobarometro segnala l’aumento degli euroscettici in Italia

Quello tra l’euro e gli italiani è un rapporto che si va deteriorando sempre di più. Ad attestarlo è stato l’ultimo sondaggio Eurobarometro, pubblicato da poche ore, secondo il quale soltanto il 55% dei nostri connazionali vede con favore la moneta unica e la ritiene un vantaggio per l’Italia.

Rispetto allo scorso anno sono due in meno i punti percentuali di chi sostiene l’adesione del nostro Paese all’eurozona, mentre ne mancano addirittura dieci rispetto alla media europea. Un segnale che dovrebbe far capire la necessità di una svolta per l’UE, la quale sembra però non propensa a prendere atto della situazione.

Soltanto in Lituania l’euro è considerato con meno favore

Il nostro Paese è seguito nella classifica dell’Eurobarometro dalla sola Lituania, ove la popolarità della moneta unica va addirittura a situarsi sotto la metà, fermandosi al 49%. Mentre a Cipro il dato è esattamente uguale a quello italiano, attestandosi al 55%. Il dato emerso da questo sondaggio, però, non sembra affermare che gli italiani vorrebbero uscire dalla zona euro.

Per capirlo occorre dare un’occhiata ad un’altra indagine statistica, sempre di Eurobarometro, secondo la quale a fronte di un 49% che voterebbe per restare nell’UE, in caso di referendum, ci sarebbe solo un 19% pronto a votare per l’Italexit. Rimane quindi molto forte la quota di persone che non saprebbe cosa fare, ovvero un 32% che guarda agli eventi senza riuscire a farsene un’idea.

Cosa potrebbe cambiare con l’adesione al Mes?

In una situazione molto liquida, si guarda con molto interesse alla discussione che sta avvampando nel nostro Paese riguardo al Mes, ovvero al fondo salva-stati indicato da più parti come un atto dirompente per gli interessi nazionali. Se il Premier Giuseppe Conte e il Partito Democratico sembrano intenzionati a sostenere la firma del trattato, ad ogni costo, il resto del quadro politico sembra molto scettico sulla convenienza di un’adesione dell’Italia.

A partire dal centrodestra, ove Matteo Salvini sembra disposto a gettare in campo tutto il suo peso politico per impedire la ratifica del trattato. Anche all’interno del M5S, però, sono sempre di più le voci critiche sul Mes, di cui il governo dovrà tenere conto nella prossima discussione parlamentare.

Il ruolo della Commissione Europea

C’è poi un altro fattore da tenere presente nella discussione in atto nel nostro Paese sull’euro. Si tratta del ruolo sempre più discutibile assunto da una Commissione Europea che sembra non tenere in alcun conto le richieste provenienti da più parti e tese ad alleggerire le politiche di bilancio che stanno affossando non solo l’economia dell’eurozona, ma anche il sentimento favorevole alla moneta unica.

Basta leggere come nelle ultime ore sia arrivato il rigetto da parte della sua Presidente, Ursula von der Leyen della proposta di scorporare gli investimenti green dal calcolo del deficit, per capire come almeno nei prossimi mesi non ci siano da attendere segnali favorevoli al nostro Paese. Il risultato di tutto ciò potrebbe dare nuovo fiato agli euroscettici e a quel fronte sovranista che si sta formando in Italia, proprio a causa delle chiusure dogmatiche provenienti da Bruxelles.