Autore: B.A

Turismo

L’Italia, la crisi del turismo: meno 31 milioni di turisti stranieri

La spesa degli stranieri mancherà a strutture alberghiere ma non solo

Una voce molto importante dell’economia italiana è senza dubbio il turismo. E questo è anche uno dei settori, se non il settore, più colpito dalla grave crisi di questo periodo. Quando parliamo di turismo ci riferiamo a stabilimenti balneari, alberghi, hotel, villaggi turistici, ma non solo.

Importante è l’indotto che il turismo ha nell’economia totale italiana. Bar, ristoranti, negozi, taxi e musei per esempio, vivono grazie al richiamo che il bel paese ha dal punto di vista turistico. E una componente fondamentale di tutta questa economia è il turismo straniero. Quello che per via del coronavirus, quest’anno rischia di mancare in gran parte.

Milioni di stranieri mancheranno questa estate

Il turismo straniero rappresenta una voce importante dal punto di vista degli utili, per hotel e strutture turistiche, ma anche per ristoranti e negozi, musei e così via.

La riapertura delle frontiere interne all’Unione Europea, che la Commissione UE ha decretato dal 15 giugno (e dal primo luglio riapertura a 360 gradi, anche al di fuori dei confini della UE), per lo meno ha scongiurato il fatto che i turisti stranieri vengano bloccati dal tornare in Italia a passare le vacanze. Nessun boicottaggio per l’Italia, nessun veto agli stranieri che vogliono passare le vacanze da noi.

Ma nonostante ciò, il settore avrà gioco forza un calo di presenze di turisti stranieri. Lo spiega bene un articolo del quotidiano «il Sole 24 Ore», che mette in risalto proprio questo inevitabile calo del turismo estero. E questo, secondo gli esperti del noto quotidiano economico-politico, causerà un altrettanto inevitabile scossone negativo all’economia, sia diretto per le strutture ricettive, che indiretto per quelli che «il Sole 24 Ore» chiama settori collaterali.

Il 50% dei turisti stranieri nn verrà da noi in vacanza

Il fatto che l’Italia sia stato il primo paese UE ad essere colpito dalla pandemia ha fatto sì che l’Italia sia stata vista, erroneamente, come un paese untore d virus. Inoltre è sembrato che in altri Stati della UE, successivamente colpiti dall’emergenza epidemiologica mondiale, abbiano affrontato meglio la pandemia. Il loro vantaggio è stato senza dubbio quello di aver avuto il preventivo esempio nostrano che li ha agevolati nelle decisioni a salvaguardia della salute pubblica. In Italia l’impatto del virus con ha trovati impreparati.

Per questo le immagini dei cortei di bare e feretri sui camion dell’esercito hanno dato dell’Italia, l’immagine di un paese pericoloso. Fare cancellare quella immagine dalla mente di chi avrebbe voluto affollare dall’estero le nostre località turistiche è difficile.

E così secondo «il Sole 24 Ore», quasi uno straniero su due quest’anno non verrà in Italia. Saranno 31 milioni di stranieri in meno. Un settore e tutto l’indotto, inevitabilmente devastato, perché l’ipotetico aumento del turismo interno, con molti italiani che eviteranno di andare all’estero, non basterà a tamponare la falla lasciata dalle assenze degli stranieri.

Anche le istituzioni poi ci hanno messo del loro, perché nonostante il grande piano messo in atto da Colao, le misure atte ad attrarre turisti stranieri in Italia in questo 2020 sembrano insufficienti.

Secondo l’Enit, che è l’ente nazionale del turismo, solo nel 2023 si tornerà al turismo normale. La crisi quindi si sposterà anche al 2021 e 2022, con uno scenario devastante per un settore che da solo vale il 13% del PIL. In quanto a Regioni colpite, il Veneto pagherà maggiormente dazio, con oltre 4 milioni e mezzo di assenze. Sfiora i 4 milioni di stranieri in meno anche la Lombardia, ma non meno grave appare la situazione in Toscana, Lazio ed Emilia Romagna.