Autore: Liliana Terlizzi

Stati Uniti

Jamiroquai: «Tranquilli ragazzi, non ero io quello vestito da bisonte a Washington»

Jay Kay, leader dei Jamiroquai, ci tiene a precisare che l’uomo vestito da sciamano visto a Washington non era lui.

Le immagini dell’assalto a Capitol Hill hanno lasciato il segno. Si tratta senza dubbio di uno degli eventi più importanti del 2021, pur essendo avvenuto nel sesto giorno dell’anno appena iniziato.

Chi c’era a Washington

Si è discusso a lungo sui protagonisti dell’assalto: la stragrande maggioranza di loro erano fan sfegatati di Donald Trump, che hanno di fatto ostacolato la nomina di Joe Biden a nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Tra migliaia di manifestanti (anche se qualcuno preferisce la dizione «violenti»), poi, ce ne sono alcuni che hanno catturato l’attenzione. Tra loro c’è indubbiamente Jake Angeli, l’italo-americano che si è travestito da sciamano con le corna da bisonte.

Già poche ore dopo l’accaduto alcuni siti d’informazione americani gli hanno dedicato articoli, spiegando chi fosse l’uomo dietro il travestimento, le cui gesta sono state viste da milioni di persone in tutto il mondo.

Proprio lui è stato confuso da alcuni utenti del web per Jay Kay, il leader dei Jamiroquai, band inglese molto famosa soprattutto negli anni ’90 e nei primi 2000.

Jay Kay: «Non ero io!»

I meme sono arrivati anche al cantante, che vive in Inghilterra, suo paese natale, che ha pubblicato un breve video in cui spiega ironicamente la sua totale estraneità ai fatti. “Buongiorno mondo! Alcuni di voi pensavano di avermi visto a Washington ieri sera ma purtroppo non ero io insieme a quei pazzi!”.

Nei secondi successivi Jay ha parlato di temi più generici: «Non vi vedo da secoli! Il Regno Unito è in lockdown...». Il 30 dicembre il frontman dei Jamiroquai ha compiuto 51 anni, essendo nato nel 1969. Approfittando del video, ha ringraziato tutte le persone che gli hanno mandato gli auguri di buon compleanno.

Poi ha spiegato che a lui e ai membri del gruppo musicale farebbe piacere tornare ‘per la strada’ ma che ovviamente non è possibile proprio perché il Regno Unito – così come moltissime altre nazioni mondiali – è in lockdown.

In conclusione un messaggio ambientalista e animalista: “A quanto vedo non è cambiato il modo in cui alleviamo e mettiamo in gabbia i nostri animali. Speriamo di aver imparato la lezione! Scusatemi, buon anno, ci vediamo presto!”.

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