Autore: Giacomo Mazzarella

Italiani in fila per lavorare nei campi, ma molti vogliono stranieri, ed anche la Meloni sbotta

La leader di Fratelli d’Italia dice che il governo usa l’agricoltura come scusa per la sanatoria migranti, ed alcuni numeri sembrano dargli ragione.

Ieri sera la leader di Fratelli d’Italia, la Onorevole Giorgia Meloni ha duramente criticato il governo per aver inserito nel decreto Rilancio la norma che regolarizza i migranti. Si tratta della sanatoria dei migranti che serviranno nei campi per la stagione dei raccolti, che potranno godere di un permesso di soggiorno straordinario anche se lo avevano scaduto.

La manodopera agricola è uno degli argomenti più discussi, con una parte della politica e dell’opinione pubblica che vuole dirottare nei campi gli italiani vessati dalla crisi del coronavirus o quelli che percepiscono il reddito di cittadinanza. Ma c’è chi, come il PD o Italia Viva (e adesso anche il M5S e tutto il governo), che pensa agli stranieri come soluzione per la scarsità di manodopera agricola da più parti sottolineata.

Questione di punti di vista e di posizioni, con la Meloni che ieri sera durante la trasmissione di Rai Uno “Porta a Porta”, ha contestato il provvedimento con tanto di lacrime, della Bellanova. E sul quotidiano “Il Giornale”, emergono numeri particolari, con un aumento esponenziale di richieste di lavoro da parte di italiani, che avendo perso la loro occupazione a causa dell’emergenza epidemiologica, sarebbero disposti a lavorare come bracciati agricoli.

La Meloni un fiume in piena

«Nascondere una sanatoria indiscriminata per gli immigrati dietro il tema agricolo è una vergogna. Hanno detto no a tutte le proposte che abbiamo fatto, come ad esempio la reintroduzione dei voucher, perché volevano esattamente arrivare qui: a nascondersi dietro il tema delle necessità agricole per fare una sanatoria indiscriminata», parole al vetriolo quelle che la Meloni ha detto ieri sera a Bruno Vespa.

“Non è come ci dicono emersione di lavoro sommerso e proroga di contratto di lavoro, perché quello che ho letto io dice in buona sostanza che io posso assumere chiunque non dimostrando che già lavorasse: assumo chiunque voglio assumere e quella persona viene regolarizzata", così le critiche della Meloni al provvedimento che secondo la leader di Fratelli d’Italia, regolarizza chiunque ha avuto un permesso di soggiorno in questi anni, anche quelli che sono sbarcati in questi anni, che hanno avuto un permesso temporaneo.

“Si tratta del grande disegno della sinistra, regolarizzare seicentomila immigrati clandestini e poi domani dargli anche la cittadinanza e il reddito di cittadinanza, una cosa folle, in una fase in cui rischiamo di avere milioni di disoccupati, porci il problema di avere anche ulteriori persone da regolarizzare che giustamente concorreranno ai sussidi che lo Stato italiano mette a disposizione", questo un altro estratto del Meloni pensiero, che poi ha continuato con: «E considero ulteriormente folle che noi, per regolarizzare clandestini, persone che in entrata non hanno rispettato le nostre regole, facciamo perdere il lavoro a migliaia di immigrati regolari che negli anni hanno lavorato nei nostri campi e hanno mantenuto le loro famiglie in patria, tornando alla fine del loro lavoro stagionale nelle loro nazioni, che non sono potuti arrivare, che non arriveranno, che perderanno il posto di lavoro, perché il messaggio che noi vogliamo dare al mondo è che se vuoi entrare in Italia e vuoi avere tutto lo devi fare clandestinamente. Una deriva ideologica intollerabile».

Italiani in coda per un lavoro nei campi

Il fatto che molti dicano che gli italiani non vogliono fare lavori pesanti (ed il bracciante agricolo è uno di questi), e per questo che sono la maggior parte migranti quelli in agricoltura, sembra stridere di fronte ai numeri di un articolo del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti. Sul quotidiano il Giornale, un eloquente articolo dimostra come molti italiani cercano di uscire dalla crisi Covid, reinventandosi.

Sono sempre di più gli italiani che cercano opportunità di lavoro nel mondo agricolo ma il mercato è già saturo, questo si legge dalle pagine del quotidiano. Dal Lazio sono gli stessi imprenditori a confermare come non man chi certo la manodopera, quanto piuttosto i soldi per pagarla. CI sono esempi concreti che il quotidiano riporta, come per esempio un lavoratore dello spettacolo che dichiara di aver provato a cercare lavoro nei campi anche solo per un impiego temporaneo.

Ma come lui, tanti baristi, stagionali del turismo, commessi e così via. E anche dal lato delle imprese la situazione non è buona. Infatti, sempre sul Giornale, ci sono le dichiarazioni di Roberto Lisi, titolare di un’azienda agricola della provincia di Latina che sulla sanatoria della Bellanova commenta con un eloquente “è solo propaganda”. “Il problema non è reperire manodopera, ma pagarla”, così l’imprenditore he dichiara di aver buttato quintali di fragole e zucchine non perchè mancasse manodopera, ma perché non aveva i soldi per pagarla.