Autore: Dario Marchetti

10
Gen

Italia prima in Europa per il turismo

Il Belpaese conferma il suo ruolo di spicco nel settore del turismo globale

Il turismo continua ad essere un vero proprio volano economico per l’Italia. Ad attestarlo ancora una volta è Eurostat, che ha appena pubblicato il report “Tourism Satellite Accounts in Europe”, indagine statistica che nell’edizione 2019 va a sottolineare come al turismo siano collegati complessivamente 16,5 milioni di posti di lavoro in 15 paesi dell’Unione Europea. Dei quali 4,2 proprio nel nostro Paese.

L’ennesima conferma

I dati certificati da Eurostat non sorprendono. L’Italia, infatti, continua ad essere un punto di riferimento a livello globale nonostante un evidente declino economico. A renderla tale sono una serie di fattori che mixandosi conferiscono al nostro Paese caratteristiche praticamente ineguagliabili.

Partendo dalla presenza di un numero incredibile di siti architettonici, storici e artistici, in particolare gli oltre 50 che rientrano nel Patrimonio dell’Umanità tutelato da Unesco, circa il 5% del complesso.
Se è inesatto dire che l’Italia possiede la maggioranza del patrimonio artistico e culturale presente nel mondo, non lo è affermare la sua leadership globale in tal senso. Di cui vanno a giovarsi in particolare le città d’arte.

Le città d’arte vedono crescere la loro incidenza

Prendendo come riferimento i dati sul turismo relativi al 2018, si può notare come proprio le città d’arte stiano calamitando un numero sempre maggiore di turisti. Ad attestarlo sono le stime presentate da Unioncamere e Isnart sulla presenza turistica in Italia, che certificano una crescita del 3,2% tra il 2017 e il 2018. Un andamento che peraltro dovrebbe essere confermato dalle stime relative all’anno appena terminato, ancora in fase di elaborazione.

Una crescita che ha permesso alla spesa turistica di attestarsi a quota 84 miliardi di euro, dei quali il 45,3% dovuti al turismo straniero, che è cresciuto del 35,5% rispetto al 2009 e del 2,2% rispetto allo scorso anno contro lo 0,1% messo a segno dal turismo interno, a sua volta tornato ai livelli pre-crisi.

Alcune criticità da superare

Proprio il dato relativo alle città d’arte fa però comprendere come il turismo in Italia presenti una serie di criticità che, ove superate, potrebbero consentire una crescita più armonica lungo lo stivale. Basti pensare ad esempio alla scarsa attenzione riservata al comparto della meeting industry, che rappresenta un forte generatore di indotto economico, andando a coinvolgere principalmente turisti che sono in grado di spendere molto. Si tratta infatti di persone che una volta arrivate sul territorio sono in grado di usufruire di beni e servizi di livello medio alto, un tipo di turismo che agli evidenti vantaggi economici ne aggiunge in termini di reputazione.

Un settore che non viene curato adeguatamente dagli stessi operatori. La riprova sta nel fatto che Roma compare ai primi posti delle classifiche turistiche in tutti i campi, ma solo al ventesimo posto nella categoria in questione. Sorpassata da mete che pure non possono vantare lo stesso appeal, ad esempio Budapest. A causare questa performance negativa è in particolare la mancanza di servizi adeguati, che del resto affligge praticamente tutti i siti turistici italiani. Occorre quindi lavorare su questi aspetti per poter rendere sempre più forte un settore strategicamente fondamentale per il PIL italiano.