Italia Viva pronta a un’interrogazione parlamentare per la legge pro-albergatori: ha favorito Cesare Paladino?

Italia Viva pronta a un'interrogazione parlamentare per la legge pro-albergatori: ha favorito Cesare Paladino?

Anzaldi di Italia Viva vuole vederci più chiaro sulla legge pro-albergatori di cui ha beneficiato anche Cesare Paladino, padre della compagna di Conte.

La legge pro-albergatori inserita nel Decreto Rilancio del 19 maggio 2020 non smette di far discutere il mondo politico. Ad alzare i toni nelle ultime ore è un partito di maggioranza: Italia Viva.

Italia Viva contro il Premier

Il deputato renziano Michele Anzaldi, secondo quanto anticipato da Repubblica, avrebbe già preparato un’interrogazione parlamentare.

Il sospetto è che la norma pro-albergatori sia un aiuto a Cesare Paladino, padre di Olivia, attuale compagna di Giuseppe Conte.

Paladino è il proprietario dell’Hotel Plaza ed è accusato di non aver versato la tassa di soggiorno al Comune di Roma fra il 2014 e il 2018. Per questo motivo la Procura lo aveva inserito nel registro degli indagati.

Grazie alla legge inserita nel Decreto Rilancio di maggio, il reato di peculato è stato depenalizzato. Per questo la condanna a un anno e due mesi di reclusione è stata revocata.

Anzaldi pronto all’interrogazione parlamentare

Anzaldi, nell’interrogazione parlamentare che presenterà nelle prossime ore, chiede di leggere i verbali e chiede perché nel Dipartimento degli affari giuridici e legislativi ci sia Ermanno de Francisco, un magistrato nominato da Conte.

Il deputato di IV, inoltre, chiede "quale sia stato l’ufficio legislativo che ha proposto di inserire la norma per depenalizzare l’omesso pagamento della tassa di soggiorno".

Anzaldi fa notare che "Grazie a questa depenalizzazione il padre della compagna del premier si è visto cancellare, con valore retroattivo, una condanna passata ingiudicato con il patteggiamento, Titolare del Grand Hotel Plaza di Roma, a luglio 2019 (Cesare Paladino) era stato condannato alla pena di 1 anno, 2 mesi e 17 giorni di reclusione per l’omesso versamento al Comune della tassa di soggiorno negli anni 2014-2018, per un totale di 2.047.677 euro".

Non solo la minaccia di far cadere il Governo, dunque. Italia Viva non si comporta come un’alleata dell’attuale premier e in un periodo delicato per la maggioranza aggiunge ulteriore carne al fuoco.

Come fa notare il Giornale, infine, la spaccatura non è solo interna alla maggioranza ma anche tra i magistrati.

Il gip di Roma, infatti, ha revocato la condanna per effetto della legge. Ma la stessa non dovrebbe essere retroattiva e quindi in grado di annullare un reato commesso prima dell’entrata in vigore (cosa che ha ottenuto Paladino). Per tale motivo la Procura di Roma si dice pronta a fare ricorso.