Inviata della vita in diretta derubata durante un collegamento sulle rapine in villa

La giornalista Filomena Leone è stata vittima di un furto proprio mentre girava un servizio sulle rapine in villa che hanno colpito il Veneziano.

L’inviata de La Vita In Diretta Filomena Leone è stata vittima di uno scippo mentre si trovava in Veneto proprio per un servizio sull’escalation di rapine.

La giornalista si era collegata qualche minuto prima dalla villa di Fernando Renè Caovilla, imprenditore del settore calzaturiero, una delle ultime vittime della cosiddetta "banda dei vip", un gruppo criminale che negli ultimi tempi ha preso di mira le ville di facoltosi.

Appena tornati in studio, il conduttore Alberto Matano è stato avvisato che la sua inviata era stata derubata: «So che si è molto agitata, datemi almeno l’audio perchè la vorrei salutare» ha chiesto il conduttore, molto preoccupato per la situazione.

La Leone, dopo averlo rassicurato, ha raccontato che subito dopo il collegamento, dei criminali a volto coperto hanno rotto il finestrino della macchina, portandosi via le borse e i computer. Una pattuglia dei Carabinieri era passata pochi minuti prima per controllare la zona. Probabilmente i malviventi erano appostati in attesa che la pattuglia si allontanasse.

«Filomena l’importante è che tu stia bene, mi ero preoccupato quando ho capito che era successo qualcosa e non eri in onda. Voglio tranquillizzare anche i tuoi familiari» ha detto Matano, che ha sottolineato l’assurdità del fatto che la sua inviata sia stata vittima di una rapina proprio mentre documentava il boom di furti avvenuti nella zona.

Il racconto di uno degli imprenditori rapinati

La banda dei vip, intanto, continua a collezionare bottini. L’imprenditore Fernando Renè Caovilla, re delle scarpe di lusso, ha raccontato la spaventosa irruzione dei malviventi nella villa nel corso di un’intervista al Corriere della Sera.

Lo scorso 2 dicembre, due individui hanno assaltato la sua abitazione alle porte di Stra, in provincia di Venezia, portandosi via un bottino da decine di migliaia di euro.

Caovilla ha spiegato che in quel momento in casa c’erano solo lui, la moglie Paola e due collaboratori domestici. Una cosa inusuale considerando che a quell’ora solitamente hanno ospiti. L’imprenditore sospetta che la banda li stesse tenendo d’occhio da diverso tempo aspettando il momento giusto per mettere a segno la rapina.

La telecamera di sorveglianza li ha ripresi mentre scavalcavano il muro. All’interno della villa sono entrati in due: "Avevano il volto coperto dal passamontagna ed erano armati. Ci hanno puntato le armi alla tempia e hanno gettato mia moglie a terra", ricorda l’imprenditore.

A quel punto Caovilla ha pensato che se avesse perso la calma, la situazione sarebbe potuta peggiorare. Così ha iniziato a trattarli come se fossero dei clienti. «Ho spiegato loro che avremmo portato avanti questa cosa insieme, ma senza farci del male».

"Mantenendo questo tono, è riuscito a evitare ulteriore violenza. Quando hanno avuto quel che volevano, è finita: se ne sono andati e ho dato l’allarme". Secondo le forze dell’ordine, il furto avrebbe diversi punti in comune con molti altri avvenuti nella stessa zona e si sospetta quindi che dietro ci sia la stessa banda.