Autore: Dario Marchetti

Demografia

27
Nov

In Italia stanno sparendo i lavoratori?

Nel nostro Paese rischia di scomparire la forza lavoro, nel futuro

Se in tanti continuano ad indicare la disoccupazione come un problema di non poco conto per il nostro Paese, va però sottolineato come vi sia un dato che potrebbe ben presto spostare la discussione in atto.
Occorre fare riferimento ad un messaggio rilanciato su Twitter da Francesco Seghezzi, presidente della fondazione Adapt e assegnista di ricerca presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, per capire meglio la questione e le sue ricadute.

Il messaggio di Francesco Seghezzi

Il tweet in questione è stato lanciato da Francesco Seghezzi e afferma che i dati dimostrano come dal 2012 siano in calo, nel nostro Paese, anche i nati da genitori stranieri, e non solo quindi coloro che nascono all’interno di coppie formate da italiani.

A trarne le conseguenze è lo stesso Seghezzi, secondo il quale i dati pubblicati da Istat confermano come la demografia impatterà addirittura più della tecnologia nel mercato del lavoro dei prossimi decenni. Se il timore nel corso degli ultimi anni è sempre stato quello della progressiva scomparsa del lavoro, il pericolo vero potrebbe invece essere la mancanza di lavoratori.

Alcuni dati cha fanno paura

Come è noto, l’età feconda è convenzionalmente situata tra i 15 e i 49 anni. Il problema risiede nel fatto che le donne italiane in questa fascia sono sempre meno numerose: se le cosiddette baby boomers vi stanno uscendo o sono prossime a farlo, anche il ricambio sta venendo meno.
Le giovani generazioni, infatti, scontano a loro volta forte calo della fecondità del ventennio 1976-1995, tale da spingere verso il minimo storico di 1,19 figli per donna fatto registrare nel 1995. Con il nuovo millennio, è stato l’apporto fornito dall’immigrazione a contenere parzialmente il calo. Un effetto che però sta venendo meno con il progressivo invecchiamento della popolazione straniera residente, il quale porterà anch’essa a fare meno figli.

Come ovviare alla situazione?

Proprio quanto detto, sembra prefigurare un quadro abbastanza nuovo. Se nel corso degli ultimi anni si è sempre sostenuta la necessità dell’immigrazione per la soluzione relativa al problema dell’invecchiamento della popolazione italiana, ora sembra evidente che esso implica una serie di aspetti i quali andrebbero attentamente considerati. A partire da un nuovo modello di società in grado di creare un ambiente favorevole alle famiglie numerose, nel quale andrebbero comprese non solo maggiori provvidenze da parte dello Stato, ma anche una riconsiderazione dei livelli salariali spesso troppo bassi con cui vengono a scontrarsi oggi i lavoratori.

Altro aspetto che andrebbe attentamente considerato è poi quello relativo alle politiche a favore delle donne che decidono di non sacrificare la maternità al lavoro. Attualmente, nel nostro Paese, queste persone sono oggetto di vero e proprio ostracismo da parte delle aziende, che le reputano un peso insostenibile, soprattutto nelle realtà più piccole. La scelta tra lavoro e famiglia è sempre più simile ad un vero e proprio ricatto, con ricadute che possono essere desunte proprio dagli indici di natalità del Paese. In un quadro di questo genere occorrerebbe una sorta di New Deal teso ad un mutamento profondo di queste dinamiche. Un tema che però, come al solito, il mondo politico sembra ignorare.